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"Basta nonni sui ponteggi", i sindacati e l'accesso alla pensione dei lavoratori edili

I segretari regionali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil della Toscana scrivono una lettera ai senatori e alle senatrici della Toscana in vista del passaggio in Senato della Legge di Stabilità 2017

30 novembre 2016

FIRENZE - “Basta coi nonni sui ponteggi”. I segretari regionali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil della Toscana (Giulia Bartoli, Ottavio De Luca, Ernesto D’Anna) scrivono una lettera ai senatori e alle senatrici della Toscana in vista del passaggio in Senato della Legge di Stabilità 2017. Obiettivo, “esprimere le ragioni dei lavoratori edili coinvolti formalmente dalle misure sull'Ape Social ma non sostanzialmente”.

- In particolare, si legge nella lettera, “i requisiti di accesso dei 36 anni di contributi e dei 6 anni continuativi diventano per gli edili dei paletti insormontabili. Il lavoro edile è frammentato, precario per eccellenza, legata alla durata delle opere e dei lavori. La carriera contributiva presenta nella maggior parte dei casi ripetuti periodi di vuoto che impedirebbero appunto il raggiungimento dei requisiti previsti”.

In Toscana, proseguono Bartoli, De Lucca e D’Anna, “gli edili over 60 attivi, cioè effettivamente a lavoro, sono circa 2000 a cui si aggiungono coloro che al momento non stanno lavorando per mancanza di lavoro ma non possono andare in pensione. Queste persone sono quotidianamente sui ponteggi, nelle gallerie, su macchinari, eccetera, mettendo a rischio la loro vita. 141 infortuni in Toscana nel mese di settembre nel settore, 2081 da inizio anno, 4 mortali, maggiormente concentrati sugli over 45”.

Le lettera conclude così: “Gli edili hanno bisogno di risposte. Rivedere la misura sull'Ape agevolata nella direzione di queste persone è un atto di giustizia. Rendiamo sostanziale ciò che resterà formale sulla carta. Recuperiamo gli emendamenti approvati in commissione lavoro alla Camera poi cancellati. Siamo certi di un vostro impegno in tal senso”.

 

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