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Al lavoro o dal medico, i volontari "ad personam" che aiutano chi non vede

L'esperienza dell’Unione ciechi di Torino dove 19 ragazzi stanno portando a termine il Servizio civile: aiutano nelle visite mediche o in piccole incombenze come leggere la posta, ma possonoessere presenti anche sul posto di lavoro. Per il 2017 la richiesta è di 16 volontari

04 dicembre 2016

TORINO - Anche quest’anno, col 2016 agli sgoccioli, per parecchi disabili e per gli enti che li rappresentano è arrivato il momento della verità: a breve, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali  partiranno le comunicazioni relative all’assegnazione dei cosiddetti volontari “ad personam”, che svolgeranno quindi il Servizio civile prestando assistenza alle persone disabili che ne abbiano fatto richiesta. All’Unione ciechi e ipovedenti (Uici) di Torino, che da anni si incarica di raccogliere e inoltrare al ministero le .domande degli associati, servirebbero 16 volontari per il 2017: e agli altrettanti disabili visivi che hanno chiesto di usufruire del servizio ora non resta che incrociare le dita; perché non sempre, purtroppo, l’accoglimento delle domande può ritenersi automatico. 

“Negli ultimi due anni - spiega il presidente torinese Uici, Franco Lepore - i nostri progetti sono stati interamente finanziati, per cui abbiamo potuto soddisfare tutti i richiedenti. Ma a volte capita che il finanziamento sia solo parziale: e in quelle circostanze ci troviamo nella scomoda posizione di dover valutare quali associati abbiano effettivamente più bisogno del servizio. A volte può perfino succedere di dover rigettare tutte le domande, perché mancano del tutto i fondi”. L’ultimo anno in cui questa evenienza si è verificata, all’Uici di Torino, è stato il 2014; mentre per ciascuno dei due anni successivi all’ente sono stati assegnati tutti i 19 volontari richiesti.

Secondo Lepore, “si tratta di ragazzi giovani (il tetto massimo di legge è 29 anni, ndr),  molto spesso già laureati e a volte con buone possibilità di carriera; che nello svolgere questo tipo di volontariato sono mossi unicamente dalla volontà di fare un’esperienza concreta nel mondo del sociale”. “In linea di massima - continua il Presidente - il servizio che svolgono riguarda soprattutto l’accompagnamento: la loro presenza può essere richiesta per ragioni lavorative, o da chi ha bisogno di un accompagnatore per le visite mediche; ma spesso assistono i nostri associati anche in piccole incombenze quotidiane, come ad esempio leggere per loro la posta, o aiutarli a sbrigare delle commissioni. In alcuni casi è previsto anche l’affiancamento sul posto di lavoro”. L'idea di fondo, insomma,  “è fornire un intervento mirato - precisa Lepore - per quelle persone cieche che lavorano, oppure svolgono attività rilevanti dal punto di vista sociale o ancora hanno bisogno di essere accompagnate in strutture sanitarie per controlli medici”.

L’impegno richiesto è di 30 ore settimanali, e per ogni volontario è previsto un rimborso di 430 euro mensili. “La legge di riferimento, la 282 del 2002, - precisano dall’ente - prevede, inoltre, la trattenuta di 93 Euro mensili a persona sull'indennità di accompagnamento o indennità speciale per chi richiede l'assistenza del volontario”. Vale a dire che parte del servizio lo paga direttamente il disabile che ne fa richiesta. Per ulteriori informazioni:  www.uictorino.it (ams)

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