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A fuoco il "ghetto dei bulgari". Arci: "Servono soluzioni dignitose"

Una persona ha perso la vita nell'incendio scoppiato nella notte fra l'8 e il 9 dicembre fra Borgo Mezzanotte e Tressanti, in provincia di Foggia. Decine di catapecchie divorate dal fuoco. L'allarme dell'Arci: "Situazione vergognosa nel silenzio delle istituzioni e di parte del terzo settore"

10 dicembre 2016

ROMA - Tragedia a pochi chilometri da Foggia, con una persona morta nel rogo di una baraccopoli nella quale vivono centinaia di lavoratori migranti. Con l'Arci che lancia l'allarme evidenziando come il problema sia stato rimosso dalle istituzioni. "Nella completa indifferenza di un territorio che sembra ormai assuefatto a queste ferite alla civiltà, alla dignità e ai diritti - afferma l'organizzazione - un incendio è scoppiato nella notte tra l’8 e il 9 dicembre nel c.d. ‘Ghetto dei bulgari’, l’insediamento di baracche che si trova tra Borgo Mezzanotte e Tressanti. Un rogo che ha divorato decine di queste catapecchie. E questa volta una persona ha perso la vita".
 
"Solo una settimana fa - sottolinea l'Arci - avevamo lanciato un grido d’allarme subito dopo l’incendio del ‘Grande Ghetto’, la baraccopoli che si è sviluppata nel corso degli anni nell’agro di Rignano e in cui sopravvivono, in condizioni disumane, centinaia di lavoratori migranti".
 
Ora dopo gli eventi della notte scorsa "chiediamo un incontro urgente al Prefetto, di fronte alla latitanza delle istituzioni pubbliche il cui intervento abbiamo già chiesto da tempo affinchè vengano finalmente chiusi questi ghetti e sostituiti con alloggi dignitosi. Questa situazione vergognosa deve finire. Per questo facciamo appello anche al Presidente della Regione, che in più occasioni ha dichiarato di voler intervenire contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro. Intervenga con urgenza per trovare soluzioni dignitose, rispettose dei diritti dei lavoratori sia sul piano della condizione giuridica che di quella alloggiativa".
 
"Non solo le istituzioni non intervengono, tace anche gran parte del  terzo settore", afferma l'Arci. "Da parte nostra, come abbiamo sempre fatto, siamo pronti a fare la nostra parte per individuare soluzioni che garantiscano la dignità del lavoro e delle persone".
 
 
 
 
 
 
 

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