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Toscana, cresce l’estensione degli screening oncologici

Per il 2015, l'elemento di maggior rilievo riguarda l'estensione per lo screening del colon-retto, che ha raggiunto il 99,5% dei cittadini

15 dicembre 2016

- FIRENZE - Cresce l'estensione degli screening oncologici in Toscana, e resta stabile la risposta dei cittadini. Per il 2015, l'elemento di maggior rilievo riguarda l'estensione per lo screening del colon-retto, che ha raggiunto il 99,5% dei cittadini (l'anno precedente era l'88%). L'estensione sta a significare la quantità di persone raggiunte dall'invito a fare lo screening. Molto alta anche l'estensione per gli screening dei tumori femminili, con valori superiori al 90%: circa 94% per lo screening mammografico e 95% per lo screening al collo dell'utero. Ottimo anche il dato di partecipazione (ovvero le persone che rispondono all'invito e si presentano a fare lo screening) per gli screening dei tumori femminili: 74% per il tumore alla mammella e 59% per quello al collo dell'utero. "Questi valori - sottolinea Paola Mantellini, dell'Ispo, direttore del Servizio prevenzione secondaria screening e responsabile del Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica - collocano la Toscana tra le regioni con le migliori performance ed esprimono il grado di fiducia delle cittadine toscane in questi interventi di sanità pubblica".

Più bassa invece la partecipazione allo screening per il tumore del colon-retto, attestata stabilmente attorno al 50%. Se analizzato per genere, questo risultato evidenzia una minor sensibilità degli uomini a questo invito rispetto alle donne. "L'impegno della Regione e di Ispo - dice ancora Paola Mantellini - è quello di capire in profondità le motivazioni di questa minore attenzione alla propria salute da parte degli uomini e studiare strategie mirate per aumentare l'adesione del sesso maschile a questo screening, dal momento che questo tumore è più frequente nei maschi".

"Come Regione siamo molto impegnati sul fronte della prevenzione, sia primaria, che secondaria come nel caso degli screening - dice l'assessore Stefania Saccardi - E l'indicatore Lea (livelli essenziali di assistenza) dimostra la nostra determinazione nel perseguire l'obiettivo: nel 2015 i programmi di screening oncologico per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto hanno  raggiunto ben oltre il 90% dei cittadini aventi diritto. Uno sforzo riconosciuto dagli stessi cittadini, che rispondono in maniera consistente  all'invito del sistema sanitario regionale, conferendo alla Toscana un ruolo preminente nel panorama nazionale. Voglio ricordare il riconoscimento del Ministero, che ha delegato a Ispo la gestione e il coordinamento dell'Osservatorio nazionale screening, affermando il ruolo e la competenza che questo istituto svolge a livello nazionale".

 

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