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Tumore al polmone, lo screening riduce la mortalità nei soggetti a rischio

Lo conferma lo studio Italung, condotto dal 2004 a Firenze, Pisa e Pistoia, i cui risultati sono stati presentati pochi giorni fa a Vienna

17 dicembre 2016

FIRENZE - Lo screening per il tumore del polmone riduce in modo consistente la mortalità nei soggetti ad alto rischio. Lo conferma lo studio Italung, condotto dal 2004 a Firenze, Pisa e Pistoia, i cui risultati sono stati presentati pochi giorni fa a Vienna, nel corso della Conferenza della Iasclc (Società internazionale per lo studio del tumore polmonare) che si è tenuta dal 5 al 7 dicembre scorsi. Gli stessi risultati saranno discussi e valutati anche nel corso del workshop "Lo screening del tumore polmonare con Tc a bassa dose: risultati dello studio randomizzato toscano Italung" che, organizzato dall'Ispo (Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica), si terrà lunedì 19 dicembre per l'intera giornata (dalle 10 alle 18) nella sede dell'Itt, l'Istituto Toscano Tumori, al Cubo 3, padiglione 27/B, in viale Pieraccini 6 (Careggi). Nel corso del workshop, che sarà aperto dai saluti dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e del direttore di Ispo e Itt Gianni Amunni, si discuterà se e come procedere verso un programma di screening organizzato.

Lo studio Italung, finanziato dalla Regione Toscana e coordinato da Ispo, è stato condotto dal 2004 al 2009 (più 7 anni di follow up) a Firenze, Pisa e Pistoia, su 3.206 cittadini toscani tra 55 e 69 anni ad alto rischio per tumore del polmone a causa della loro abitudine al fumo. I risultati hanno dimostrato un'importante riduzione della mortalità per tumore al polmone nei soggetti ad alto rischio sottoposti a screening: nei 9 anni di osservazione dall'inizio dello studio, nel gruppo di persone sottoposte allo screening si sono registrati 29 decessi ogni 1.000 soggetti, rispetto ai 42 dicessi ogni 1.000 soggetti che si sono verificati nel gruppo di controllo (cioè persone non sottoposte a screening); dunque, 13 decessi in meno ogni 1.000 soggetti (il 30% in meno). Un dato che conferma i risultati dello studio americano NLST (basato su un numero di soggetti molto più alto, circa 50.000), sulla cui base negli Stati Uniti ormai da due anni questo screening è raccomandato dalla principale Agenzia di sanità pubblica americana e offerto da Medicare ai soggetti ad alto rischio. In Europa, si attendono i risultati  dello studio NELSON, condotto in Olanda su circa 16.000 persone.

 

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