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Tasse e cure: a Carbonia "Radio Luna" ascolta le richieste d’aiuto

C’è chi non ha i soldi per pagare le bollette e chi le tasse scolastiche. C’è chi non può permettersi le medicine né il latte per i propri figli. Nel Sulcis, gli appelli passano dalle trasmissioni di una radio che 5 anni fa ha avviato “un circolo virtuoso di solidarietà”

26 dicembre 2016

CARBONIA - La prima telefonata è arrivata 5 anni fa. Una signora chiamò Radio Luna durante Mattinando, la trasmissione di Luciano La Mantia, “una trasmissione spensierata, allegra, con sempre il telefono aperto. Ci vuole tanto coraggio a parlare in diretta, non vogliamo complicare le cose con un filtro in entrata”. La donna era disperata: -le avevano tagliato la corrente, i soldi per pagare le bollette non c’erano più, ma aveva una famiglia da mantenere. “L’ho ascoltata, l’ho lasciata sfogare, poi ho fatto un appello. Dissi che se qualcuno avesse potuto aiutarla avrebbe potuto portare il contributo all’edicola di Simona, che sta proprio sotto la torre da cui trasmettiamo. La risposta è stata magnifica: da allora non ci siamo mai fermati”. A parlare è Luciano La Mantia, speaker di Radio Luna, emittente nata a Carbonia nell’ottobre del 1975. Siamo nel Sulcis, nella Sardegna meridionale, proprio quella zona che, a partire dal Secondo Dopoguerra, è stata attraversata da una profonda crisi che ha portato alla chiusura di tutte le miniere di carbone (tranne una, l’unica ancora in funzione in Italia, quella sotterranea di Monte Sinni). Oltre 10 mila posti sono andati persi negli ultimi cinquant’anni. Stop all’estrazione di carbone, stop a tutto l’indotto.

A quel primo appello ne sono seguiti molti altri: bollette da pagare, tasse scolastiche, medicine, latte per i figli. “Hanno tagliato l’acqua a famiglie con bambini, capisce? – ricorda La Mantia – Come potevamo non intervenire?”. Un enorme problema è rappresentato dal gas: la Sardegna è l’unica regione in Europa a non avere il gas di città (a parte alcune zone recentemente raggiunte), e a doversi gestire con le bombole a propano. “Un amico me ne regala 5 al mese, ma non sono sufficienti”.

Punto di raccolta per gli appelli di Radio Luna, come detto, è l’edicola di Simona Pabis: “Ex edicola – specifica Pabis –. Quest’anno ho dovuto chiudere, prima che la situazione diventasse troppo complicata. Ma apro ogni giovedì per raccogliere le donazioni”. All’inizio chi comprava il giornale lasciava qualche euro in più per le persone in difficoltà, oggi ci si va apposta. “Sono sempre in contatto anche con don Massimiliano della parrocchia di Cristo Re. Lui mi dice cosa serve alle famiglie che segue e io e Luciano ci rimbocchiamo le maniche. Ormai la nostra attività è portata avanti su più canali”. Alimentari, pannolini e assorbenti sono le richieste più frequenti. Ma c’è anche il salumiere che regala i finali dei suoi prodotti, il fornaio e il casaro che mettono a disposizione il loro surplus. “Quando raccolgo il necessario vado di persona di casa in casa. In questa scelta ho trovato la mia forza: i bambini riconoscono la macchina e mi corrono incontro, mi fanno un sacco di feste. Ci sono situazioni drammatiche, per questo collaboriamo con la Caritas cittadina e con il centro d’ascolto”, spiega Pabis, che oggi lavora per un’impresa di pulizie.

A Carbonia sono tanti coloro che partecipano, ognuno secondo le proprie possibilità, a questo “circolo virtuoso”: c’è chi sa fare l’idraulico e mette a disposizione gratis una mezz’ora del suo tempo; c’è chi ha negozio di calzature e “quando ce n’è stato bisogno ha regalato un paio di scarpine a una bambina – ricorda La Mantia –. Oppure il giubbottino comprato grazie a una colletta con gli amici. Ci sono così tante persone che non chiedono per dignità. Eppure basta così poco per ridare loro un po’ di fiducia: sapere che uno sconosciuto contribuisce con 5 euro a pagare la sua bolletta, riaccende in loro la speranza. Abbiamo tolto dalla disperazione tante persone, qualcuno che addirittura voleva farla finita. Ed è bastato così poco. E quello che facciamo noi potrebbe tranquillamente farlo chiunque”. 

“Il nostro sindaco (Paola Massidda del Movimento 5 Stelle, ndr) è felice di noi – aggiunge Pabis –. Quando ha potuto, ci ha aiutato. Purtroppo non ci sono fondi. Speriamo che lo Stato prima o poi si decida a venirci incontro”. “Oggi qui, con le miniere chiuse, qualcuno cerca funghi o va a vongole, ma i figli devono mangiare tutti i giorni – puntualizza La Mantia –. Servirebbe investire nelle infrastrutture, prima che tutti i giovani vadano all’estero. Come mia figlia, che fa l’ingegnere a Londra, mentre dei 25 compagni di classe di mio figlio, 20 non sono più qui. Ma prima o poi tutti capiranno la bellezza di questa terra, fatta di bellissimi campi coltivati, di grotte, di miniere, di spiagge meravigliose. Chi scopre il Sulcis non lo dimentica”. (Ambra Notari)

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