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Dopo la traversata in mare, l'amputazione delle gambe: Aruna accolto in comunità

Gli scafisti lo hanno legato durante il viaggio e ha perso le gambe a causa della setticemia. Aruna, 18 anni appena compiuti, sarà accolto dalla Piccola Famiglia dell’Esodo tra i monti della Presila catanzarese. I sanitari avviano una sottoscrizione per acquistare le protesi

27 dicembre 2016

- CATANZARO - Ha camminato per sei mesi nel deserto per poter arrivare in Libia ed imbarcarsi alla ricerca di una nuova terra e scappare dall’inferno del Burkina Faso. Aruna, 18 anni compiuti da poco, durante la traversata in mare è stato legato mani e piedi dagli scafisti. E’ rimasto legato nella stessa posizione per due giorni, senza poter fare alcun movimento. Quando è arrivato a Trapani, nessuno si è accorto che aveva già contratto la setticemia. Padre Benedetto Marani, responsabile della Piccola Famiglia dell’Esodo di Decollatura (piccolo centro montano della Presila catanzarese) è andato a prenderlo al Centro polifunzionale della Polizia di Stato di Catanzaro per portarlo in comunità secondo le disposizioni della questura.

Il religioso si è accorto che Aruna stava male ed ha subito interpellato i sanitari: il giovane è stato così ricoverato all’ospedale Pugliese – Ciaccio di Catanzaro dove ha subito tre interventi consecutivi per l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Anche le mani sono state danneggiate da quei legacci che gli scafisti hanno stretto sul corpo del migrante. I medici hanno già amputato falangine e falangette della dita ma, molto probabilmente, sarà necessaria l’amputazione di entrambe le mani per salvare il ragazzo. “Abbiamo deciso di seguirlo – afferma suor Benedetta Giordano, responsabile della Piccola Famiglia dell’Esodo - abbiamo fatto una scelta comunitaria, non lo abbandoneremo. Da sempre apriamo la nostra casa agli ultimi; da qualche mese diamo accoglienza anche ai migranti su richiesta della questura. Una domanda a cui abbiamo voluto dare pronta risposta”. Nella casa della Piccola Famiglia dell’Esodo tra i monti della Presila ci sono già 22 giovani migranti. 

La comunità di religiosi, dunque, oltre ad accogliere l’invito della polizia di Stato, condivide in pieno anche la volontà di Papa Francesco che esorta la comunità cristiana a tendere una mano, a dare un aiuto concreto ai tantissimi migranti che scappano da guerre e carestie ed arrivano ogni giorno sul nostro territorio. La Piccola Famiglia dell’Esodo è una comunità di uomini e donne che vivono la radicalità del Vangelo secondo la spiritualità del padre fondatore San Benedetto Giuseppe Labre. Tra i principi ispiratori ci sono l’attenzione e la cura verso gli ultimi “perché ogni cosa buona che sarà fatta a loro è come se fosse fatta a Cristo”.  I sanitari del Pugliese-Ciaccio hanno avviato una raccolta fondi per acquistare le protesi per Aruna dopo le amputazioni. Il conto corrente n. 71662753 è intestato alla Piccola Famiglia dell’Esodo onlus, la causale è "Amici di Aruna". Sulla vicenda la procura catanzarese ha aperto un fascicolo contro ignoti. (Maria Scaramuzzino)

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