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Povertà, "tempi rapidi" per il reddito d’inclusione: l'impegno di Martina

"Strumento migliore per rendere la misura operativa nel giro di poche settimane”. Il ministro risponde a distanza a L’Alleanza contro la povertà che chiedeva legge delega e Piano nazionale. Nel 2017 l'Italia sarà l'unico paese in Ue in cui lo Stato non fornisce un aiuto alle persone in povertà assoluta

03 gennaio 2017

- ROMA - Lo aveva chiesto alle istituzioni in fine anno l’Alleanza contro la povertà. Un appello a giungere in tempi rapidi ad approvare la legge delega d’introduzione del Reddito d’Inclusione e predisporre il Piano nazionale contro la povertà. Un’azione necessaria “per non scaricare sulla parte più debole della società italiana le conseguenze negative dell’instabilità politica”. L’Alleanza ricordava alle forze politiche che, a fronte di 4 milioni e 600 mila persone in povertà assoluta (chi non riesce a raggiungere lo standard di vita definito dall’Istat “minimamente accettabile”), da gennaio l’Italia sarebbe stato l’unico paese europeo nel quale lo Stato non fornisce un aiuto alle persone in povertà assoluta. La Grecia, infatti, con cui il nostro paese condivideva questo primato negativo, ha deciso di introdurre nel 2017 un sostegno pubblico a chiunque si trovi in tale condizione.

Risponde dalle pagine di Repubblica il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina in un’intervista, pubblicata oggi, in cui annuncia tempi stretti per il reddito di inclusione e non esclude il ricorso al decreto d'urgenza per questa misura: "Per me è lo strumento migliore per renderla operativa nel giro di poche settimane", spiega. Martina sottolinea che si tratterà di un sostegno finanziario non assistenziale, che coinvolgerà nella prima fase famiglie con minori. “Per ampliare poi il bacino con l'aumento delle risorse”. "Noi dobbiamo rispondere all'appello lanciato giorni fa da Alleanza contro la povertà, l'associazione che raggruppa 35 organizzazioni con cui abbiamo lavorato in questi anni. – risponde Martina - Dobbiamo concretizzare in tempi rapidi il reddito di inclusione per svoltare con gli strumenti di contrasto alla povertà, in sostegno di famiglie e persone in grave difficoltà economiche. Un gran lavoro è stato fatto dal governo Renzi: con la legge di stabilità 2016 abbiamo definito un fondo da 1 miliardo 150 milioni. Adesso quel lavoro deve dare i suoi frutti".

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