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Migranti. Rivolta di Cona: solidarietà agli operatori. Ma esplode la polemica

Ieri pomeriggio la rivolta degli ospiti della struttura di accoglienza, dopo la morte di una giovane ivoriana, con gli operatori rimasti prigionieri fino a notte. L’azienda ospedaliera nega ritardi nei soccorsi. E la politica chiede chiede di fare chiarezza sull’accaduto. Chiesto un sopralluogo della Commissione d'inchiesta sull'accoglienza

03 gennaio 2017

- CONA (VE) - È tesa l’atmosfera a Cona, dove ieri mattina, nel centro di accoglienza di Conetta (ex base missilistica del Veneziano) è morta una giovane ivoriana di 25 anni, Sandrine Bakayoko. È stata trovata dal compagno riversa in bagno priva di conoscenza. Secondo il compagno, la donna non stava bene da qualche giorno e i soccorsi sarebbero arrivati in ritardo. Ma l'azienda ospedaliera nega e fa sapere di avere agito con tempestività: "Stante la gravità della situazione - scrive in una nota -, la Centrale Operativa attivava sia l’equipaggio dell’ambulanza di stazionamento nel Comune di Cavarzere, sia l’automedica dell’Ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco. I sanitari, giunti tempestivamente sul posto, hanno prontamente iniziato le manovre rianimatorie e trasportato la donna al Pronto Soccorso piovese, dove purtroppo è arrivata priva di vita".
Ora gli inquirenti stanno indagando sulle dinamiche della morte della giovane e all’ospedale è stata eseguita un’ispezione esterna del corpo, in attesa dell’autopsia.

La rivolta. La venticinquenne era arrivata in Italia insieme al marito il 30 settembre; entrambi, in attesa del permesso di soggiorno, vivevano nel centro di accoglienza veneziano insieme ad altri 1300 ospiti. I quali, presi dalla rabbia per l’accaduto, hanno iniziato ieri pomeriggio una dura protesta che ha trasformato in una polveriera il campo profughi di Cona. All’interno, prigionieri fino a notte fonda, 25 operatori che sono stati lasciati uscire solo intorno alle 1.40 della notte. Si tratta di operatori (ma ci sono anche due medici e un’infermiera) che si occupano della struttura. Quando è iniziata la protesta si sono dovuti barricare nei container e negli uffici che costituiscono l’area amministrativa della grande struttura gestita dalla cooperativa Ecofficina.
Preoccupati anche i residenti per le possibili conseguenze della triste vicenda, sulla quale interviene anche il neo prefetto Carlo Boffi, che auspica di riuscire ad alleggerire il numero degli ospiti nella ex base di Conetta.

Le reazioni. Matteo Colaninno del Partito Democratico esprime solidarietà agli operatori aggrediti all'interno del centro di prima accoglienza di Cona e confida “nel ruolo della magistratura affinché faccia luce su quanto avvenuto”. “Allo stesso tempo – continua -auspichiamo che gli episodi incresciosi, e da condannare senza esitazione, non costituiscano occasione per far riesplodere un sentimento di odio nei confronti dei migranti. La violenza va condannata, ma fare di tutta l'erba un fascio sarebbe un errore gravissimo perché alimenterebbe tensioni sociali nel Paese".
Per Renato Schifani (Forza Italia) sugli episodi incresciosi “occorre fare piena luce per fare emergere, con chiarezza, tutte le responsabilità di una vicenda che suscita indignazione. Esprimo la mia solidarietà e la mia vicinanza agli operatori aggrediti e mi auguro che questa vicenda ponga seriamente, in capo al Governo, la necessità di riflettere sull'adeguatezza delle strutture d'accoglienza per i migranti e, più in generale, sulle politiche per l'immigrazione messe in campo negli ultimi anni".
Solidarietà ai 25 operatori aggrediti viene espressa anche da Rosanna Scopelliti di Ncd, che evidenzia però come sia evidente “che la rivolta condotta da alcuni migranti con spranghe, bastoni e incendiando oggetti, va condannata in modo perentorio. Le regole della convivenza civile vanno rispettate e ogni forma di violenza è inaccettabile".
Più duro Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. “Tutti i richiedenti asilo ospitati nella struttura di Cona devono essere espulsi subito – dichiara -. È inconcepibile che nessuno di loro sia stato fermato o denunciato dopo i gravissimi fatti di questa notte: ma che segnale diamo ai 180 mila richiedenti asilo che stiamo mantenendo, ospitando e viziando? E che, oltre tutto, dispongono anche delle connessioni e sono informati su tutto quello che accade? Che in Italia si può devastare o incendiare una struttura o prendere in ostaggio degli operatori senza rischiare nulla? Espelliamoli subito tutti, diamo un segnale chiaro a questa gente prima che sia troppo tardi".

Ma, sempre dal Pd, la deputata Vanna Iori precisa: "I disordini avvenuti al centro di prima accoglienza di Cona sono gravissimi e vanno condannati in modo perentorio: la violenza, qualunque sia la causa scatenante, non è mai giustificabile. E' evidente che dare voce a commenti irresponsabili ha il solo effetto di alimentare un pericoloso clima di odio nei confronti dei migranti che è intollerabile”. "Accertare le responsabilità di quello che è avvenuto nel cpa di Cona spetta alla magistratura, che dovrà fare luce a 360 gradi visto che in quel centro è deceduta una donna - prosegue Iori -. Spiace constatare che da alcuni esponenti politici si evochino delle non-soluzioni come espulsioni o respingimenti di massa: è un'operazione di meschina strumentalizzazione che non tiene conto della sofferenza di uomini, donne e bambini che scappano da situazioni di guerra, terrorismo e povertà estrema per tentare di sopravvivere". E conclude: "Episodi come questo mettono in evidenza la criticità nella attuale gestione dei Cie e l'urgenza di valutare una distribuzione sul territorio nazionale in collaborazione con tutti i Comuni".

Chiesto il sopralluogo della Commissione d'inchiesta. "Dopo i gravi fatti accaduti nel centro per richiedenti asilo di Cona (Ve) occorre accertare le dinamiche che hanno portato al decesso della giovane ospite e verificare se ci siano stati eventuali ritardi dei soccorsi. Inoltre, è indispensabile valutare lo stato effettivo dell'assistenza agli ospiti in caso di malori all'interno del centro. Allo stesso modo, va chiarita la dinamica della successiva protesta da parte degli richiedenti asilo che, secondo notizie di stampa, avrebbero tenuto in ostaggio per diverse ore gli operatori della cooperativa prima di consentire loro di uscire dal centro". Queste le richieste della deputata Dem Sara Moretto che, in qualità di componente della Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, ha predisposto un'interrogazione al ministro dell'Interno Minniti, sottoscritta da molti deputati veneti, che sarà depositata nelle prossime ore. "Quanto accaduto - aggiunge Moretto - conferma che situazioni di sovraffollamento come Cona non sono sostenibili. La strada dell'accoglienza diffusa rimane quella da perseguire, perché è l'unica in grado di garantire un maggiore controllo e di favorire l'integrazione nel tessuto sociale anche attraverso attività di volontariato o lavori socialmente utili". La deputata Dem ha anche inviato una lettera al presidente della Commissione d'inchiesta, Federico Gelli, per promuovere un sopralluogo della Commissione al centro di Cona. Proprio in merito alla situazione di Cona, lo scorso 29 settembre, Sara Moretto era stata promotrice dell'audizione alla Camera dell'allora Prefetto Cuttaia. 

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