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Il titolo offende i disabili, il direttore chiede scusa: "Solo un gioco di parole"

Alessio Tarpini, direttore del quotidiano "La voce di Mantova" che il 7 gennaio aveva titolato "Mongoli in mongolfiera" si dice pronto a un gesto riparatore: "Ottenuto l'effetto opposto a quello che pensavamo". Intanto l'Ordine dei giornalisti valuta l'apertura di un'istruttoria

16 gennaio 2017

- MILANO - "Non volevamo offendere nessuno. Si trattava solo di un gioco di parole": il direttore della Voce di Mantova, Alessio Tarpini, riconosce di aver sbagliato con il titolo "Mongoli in mongolfiera. A fuoco dopo atterraggio sui cavi dell'alta tensione", apparso sulle locandine nelle edicole del 7 gennaio scorso. "Era solo un gioco di parole fatto in buona fede -ripete- che ha ottenuto l'effetto opposto a quello che pensavamo", aggiunge. L'uscita infelice del quotidiano mantovano ha suscitato la protesta della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha), che ha scritto una lettera aperta, indirizzata al direttore e al quotidiano, nella quale chiedeva scuse pubbliche e un gesto riparatore. Del caso ora si sta interessando anche l'Ordine dei giornalisti della Lombardia, che sta valutando l'apertura di un'eventuale istruttoria di fronte al Consiglio di disciplina. 

Mongoli in mongolfiera Voce Mantova giornale

Nella lettera di protesta, Ledha sottolinea come "le persone vittime dello sfortunato incidente a bordo di una mongolfiera non sono abitanti della Mongolia. Sono cittadini tedeschi e, per inciso, dalle cronache non risulta che nessuno fra questi sia una persona con Sindrome di Down. Forse in questo caso nessun titolista avrebbe osato usare un termine così offensivo. Nessun problema invece a usare il termine 'mongolo' come un semplice dispregiativo. Così come nel linguaggio comune e volgare vengono utilizzati termini come 'idiota', 'stupido', 'impedito'. Tutte parole, e non è un caso, che in passato venivano utilizzate per identificare persone con disabilità e che solo successivamente sono diventate insulti". Ledha ha pertanto chiesto al direttore del quotidiano "di scusarsi pubblicamente e di proporre qualche gesto di riparazione concreta al danno inferto alle persone con disabilità e, in particolare, alle persone con sindrome di Down". "Ho già risposto alla Ledha -replica Alessio Tarpini-. Siamo disponibili a qualsiasi iniziativa. Ci dicano loro cosa possiamo fare". (dp) 

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