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Cohousing, aiuto reciproco, gare di cucina: idee per una "città gentile"

Dalla condivisione di spazi abitativi al progetto di aiuto reciproco fra coppie di anziani e giovani universitari “Nipoting per il Portello”, alle gare di cucina etnica “Masterchef Stanga” per favorire la conoscenza di culture diverse. È così che più di 30 studenti del corso di Psicologia dell’Università di Padova intendono portare una ventata nuova in città

18 gennaio 2017

La città gentile 2

PADOVA - Dalla condivisione di spazi abitativi (cohousing), al progetto di aiuto reciproco fra coppie di anziani e giovani universitari “Nipoting per il Portello”, alle gare di cucina - etnica “Masterchef Stanga” per favorire l’integrazione e la conoscenza di culture diverse. È così che più di 30 studenti del corso di Psicologia dell’Università di Padova intendono portare una ventata di primavera nella città: un tepore che, nonostante le rigide temperature invernali, nasce dalla relazione fra esseri umani e dalla gentilezza. “L’idea della gentilezza – spiega il prof. Santinello, ordinario del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova - nasce dal movimento internazionale sulle città gentili e lo abbiamo adottato perché riteniamo che la gentilezza sia un atteggiamento contagioso che può aiutare a favorire un senso di comunità”.
Il progetto, che prende spunto dall’opera di Keri Smith “Risveglia la città”, intende dunque presentare idee per una “città gentile”: proposte di progettualità biennali, che potranno essere prese in considerazione dall’amministrazione, dal Csv (Centro di servizio per il volontariato) di Padova o da altri soggetti finanziatori ed attuatori.

Tutto nasce proprio da una collaborazione tra Università e Centro Servizio Volontariato della città, in seguito alla quale nel mese di ottobre dello scorso anno gli studenti hanno intrapreso un’analisi di tre quartieri patavini: Portello, Arcella e S.Pio X (prima Stanga) tramite interviste e focus group per individuare il contesto di riferimento, le carenze, le risorse e i bisogni della popolazione.
Dopo aver individuato tre target (famiglie, giovani e anziani), gli studenti hanno ideato progetti di respiro biennale tali da rispondere alle necessità individuate per ciascuno di questi segmenti. Tra dicembre e gennaio sono state dunque avviate piccole attività, che potessero far riflettere i cittadini sul concetto di gentilezza e di comunità: dallo Spritz+baratto (per coinvolgere i giovani), alla Briscola gentile (un piccolo tavolino allestito per strada per fermare i passanti anziani). Dalla pagina Facebook #Portelloaigiovani ispirata concetto di “social street”, al PorTHEllo insieme, il thé imbandito davanti alla Porta cittadina per offrire un po’ di compagnia.

La città gentile 3

In questo modo il team di studenti intende affrontare criticità emerse dall’analisi del territorio: la mancanza di punti di riferimento laici, la scarsità di spazi di incontro per i giovani, la sensazione di insicurezza dovuta alla piccola criminalità, la difficoltà di integrazione con le nuove famiglie e la popolazione immigrata, l’alta percentuale di anziani residenti. Puntando sull’aumento del senso di appartenenza, sulla valorizzazione delle caratteristiche di ciascun quartiere e sulla riduzione della solitudine creando occasioni e spazi di socializzazione, avvalendosi del sostegno di associazioni e cooperative, parrocchie e dei gruppi Caritas attivi nei tre quartieri.

“Per gli studenti questa attività è stata utile come simulazione didattica – spiega il prof. Santinello – e come occasione per iniziare a confrontarsi nel concreto con il territorio che abitano”.
Ottenendo peraltro risultati interessanti: “Siamo grati a questi ragazzi – afferma Emanuele Alecci, presidente del Csv Padova – che hanno saputo far emergere nuove visioni della città che sicuramente ci saranno utili per riavviare il progetto di Volontariato di comunità lanciato in via sperimentale negli scorsi anni in collaborazione con l’Ulss 16, la Diocesi, il comune di Padova”.

© Copyright Redattore Sociale

Tag: cohousing

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