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Rigopiano, si scava ancora: "La speranza c'è sempre"

Sale a 24 il numero dei dispersi: tra loro anche un giovane senegalese che lavorava nella struttura. Le ricerche intanto procedono su due fronti: da un lato i vigili del fuoco stanno avanzando lungo il percorso già tracciato e inoltre cercano di aprire varchi sul lato opposto

22 gennaio 2017

BOX PESCARA - Sale a 24 il numero dei dispersi dell'Hotel Rigopiano, sul Gran Sasso pescarese, travolto da una valanga di neve mercoledì scorso. Lo rende noto la prefettura di Pescara che spiega in una nota: "E’ stata segnalata da una delle persone salvate la possibile presenza all’interno della struttura - al momento dell’evento - di un ragazzo senegalese lavoratore dell’albergo, da considerare quindi nel numero dei dispersi, che viene così portato a 24. Resta invariato il numero delle persone salvate: 9 oltre alle due persone raggiunte nel primo momento. Invariato anche il numero delle vittime: 5".

Intanto proseguono le operazioni di ricerca e soccorso, sia all’interno dell’hotel che all’esterno. "Le ricerche stanno procedendo su due fronti opposti, da un lato i vigili del fuoco stanno avanzando all’interno della struttura lungo il percorso che ha consentito il ritrovamento dei 9 superstiti. Le difficoltà consistono nella necessità di aprire varchi attraverso murature di elevato spessore per accedere ai locali successivi. Parallelamente stanno operando sul fronte nevoso esterno per consentire l’apertura di ulteriori varchi sul lato opposto della struttura, per il raggiungimento e l’ispezione più rapida dei locali. L’avanzamento dei mezzi meccanici di ausilio viene assicurato dal personale del soccorso alpino che sonda la neve, tracciando la pista da seguire. La polizia stradale e l’esercito si stanno occupando di garantire la viabilità sulla strada che consente ai soccorsi di raggiungere le zone operative, condizione essenziale per garantire la continuità dei soccorsi". 

"La speranza" di trovare persone vive sotto le macerie dell'hotel Rigopiano "c'è sempre". Lo ha detto a In mezz'ora su Rai 3 il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "Chi lavora in quelle condizioni - ha spiegato - lavora come se fossero da recuperare persone ancora vive: la speranza c'è sempre, quelle condizioni tecniche difficilissime possono aver dato luogo a situazioni molto particolari". 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: rigopiano, terremoto

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