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A Bologna 80 senza dimora pranzano al Diana. Con camerieri d’eccezione

Per il settimo anno, il ristorante di via Indipendenza apre le sue porte ai meno fortunati. Morgantini: “Le Cucine popolari, la Caritas e il giornale di strada Piazza Grande insieme nel segno dell’accoglienza”. A servire, oltre a camerieri e volontari, il sindaco, Alessandro Bergonzoni, Marcello Fois e altri artisti

23 gennaio 2017

- BOLOGNA - “Anche quest’anno, idealmente, le Cucine popolari, la Caritas e il giornale di strada Piazza Grande, saranno riunite nel segno dell’accoglienza e la mensa sociale di via del Battiferro si trasferirà sui tavoli di un posto speciale come il Diana”. A parlare è Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine popolari e promotore di iniziative di solidarietà in città, tra cui il pranzo di solidarietà al Diana grazie alla disponibilità del suo direttore Eros Palmirani. Sono un’ottantina i senzatetto, ospiti delle strutture cittadine di accoglienza, che oggi siedono ai tavoli del Ristorante Diana di via Indipendenza. A servirli, oltre al sindaco Virginio Merola e ai volontari di Caritas, Cucine popolari e Piazza Grande, ci saranno anche diversi artisti tra cui Alessandro Bergonzoni, Stefano Bonaga, Ivano Marescotti, Eraldo Tura e Luciano Manzalini (Gemelli Ruggeri), Marcello Fois, Danilo Masotti, Maurizio Ferrini, Federico Aicardi, Gian Marco Basta.

La prima volta è stata il 17 gennaio 2011. Allora erano 50 i senza dimora ospiti dei dormitori di via Capo di Lucca e di via del Lazzaretto che hanno avuto la possibilità di pranzare al Diana. L’iniziativa si è poi ripetuta gli anni successivi, aggiungendo sempre nomi nuovi alla lista dei volontari. “In servizio anche alcuni camerieri del ristorante che hanno scelto di esserci nonostante il lunedì sia il loro giorno di riposo”, precisa Morgantini. Il menù è tradizionale: lasagne verdi e, per i musualmani che non mangiano carne di maiale, penne all’arrabbiata. Pollo al forno con patate e fragole con il gelato. (lp)

Cena senza dimora al Diana - Bologna

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