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Il laboratorio dove i disabili realizzano creazioni ispirate a Gaudì, Picasso, Mirò

A Lecce l'esperienza del negozio e laboratorio creativo "Div.ergo" dove lavorano 14 persone con disabilità mentale. Realizzano piatti, quaderni, quadri, tazze, saliere, vassoi. "L’attenzione, la capacità di concentrazione e l’autonomia di queste persone sono molto cresciute nel tempo"

02 febbraio 2017

Laboratorio Divergo. 2

LECCE - Chiunque, passeggiando nel centro storico di Lecce, dovrebbe fermarsi almeno una volta al numero 36 di Corso Vittorio Emanuele, sede dalla fine del 2009 del - negozio e laboratorio creativo Div.ergo. Ci si trova subito immersi tra colori, oggetti di materiali e forme diverse, scaffali con piatti, quaderni, quadri, tazze, saliere e vassoi. Osservando e leggendo qua e là vengono in mente Mirò, Picasso, Giò Ponti, Gaudì…Proseguendo in fondo al locale si incontra un gruppo di persone intente a realizzare tutto quello che li circonda. Ad oggi sono un gruppo di quattordici persone, uomini e donne di età diverse e con diverse disabilità, dall’autismo alla sindrome di Down. Queste persone rappresentano l’evoluzione piena di un progetto ambizioso e riuscito, partito a fine anni novanta da una comunità di adulti laici mossa fin da subito da un obiettivo preciso: coinvolgere adolescenti e giovani in attività di volontariato nei confronti di coetanei con disabilità, puntare prima di tutto sull’amicizia, sulle relazioni. "Il primo gruppo comprendeva otto persone con disabilità, ci incontravamo nella sede della Comunità della Casa qui a Lecce – racconta Maria Teresa Pati, fondatrice della comunità e presidente di quella che oggi è la fondazione Div.ergo onlus, attivata nel 2015 e promotrice dei vari ambiti di attività. – Abbiamo scelto di orientarci verso la disabilità mentale perché in questo contesto i figli tendono ad essere più protetti dalle famiglie, c’è un bisogno di autonomia ancora più forte di quello presente in altre forme di disabilità". La prima esperienza riuscita si è nel tempo dovuta diversificare, facendo spazio alle inclinazioni, capacità e abilità delle persone coinvolte, che via via sono andate ad aumentare, all’avvicinamento al lavoro. In questa logica un gruppo è stato avviato allo sviluppo della propria sensibilità artistica, altre persone sono state coinvolte in esperienze da condividere con gli ospiti di case di riposo nei “gruppi Ashrè” o anche nell’agricoltura cimentandosi nella coltivazione di un orto.

Laboratorio Divergo. 1

Passo dopo passo così nel dicembre del 2009 è stato inaugurato il locale assegnato dal comune nel centro storico di Lecce, con una convenzione da poco rinnovata per altri cinque anni, e dove le persone avviate a sperimentare le proprie abilità sono di fatto cresciute e hanno dato vita ad un laboratorio-negozio ricco delle storie di ciascuno e capace di ramificarsi. Un laboratorio-negozio come quello di Lecce, infatti, è presente anche a Santeramo in Colle, in provincia di Bari, mentre in via Prato, sempre a Lecce, è attiva un’officina per la lavorazione dei vari materiali. "Quello che ci anima in fondo è un unico grande progetto culturale che ha preso diversi canali per portare avanti un’idea di diversità basata sulla relazione, sul fatto che “si è uomini solo con gli altri”, sottolinea Pati -. Il “canale artistico” ha sviluppato la riflessione di una bellezza accessibile a tutti, nelle sue declinazioni e in base alle abilità di ciascuno". Le persone del laboratorio Div.ergo così sperimentano l’arte, la letteratura, la poesia nelle loro forme più alte, avvicinandosi e conoscendo gli autori – da Magritte a Rodari, da Giò Ponti a Klimt e Picasso – elaborando le loro riflessioni e i loro pensieri e riproducendo poi nei manufatti e nelle opere realizzate il senso della loro esperienza, il valore di una condivisione. Il sito ben riporta il catalogo della ceramica e dell’oggettistica nata nel laboratorio creativo, e acquistabile anche on line. Ogni prodotto è frutto del lavoro di più mani, ciascuno lavora con uno specifico materiale in base alla propria abilità, dove meglio può esprimersi. Le opere nascono dalla decorazione della ceramica, lavorazione del legno, del fimo (una pasta facilmente modellabile), della pelle e di recente anche della carta. Valentina T., Federica, Giulio, Giuliano, Laura, Pierluigi, Valentina M., Mariella, Alessandra, Francesca, Fabrizio, Serena, Gabriele, Aurora, sono loro, ciascuno a proprio modo, ogni giorno a dare vita al laboratorio. "L’attenzione, la capacità di concentrazione e l’autonomia di queste persone sono molto cresciute nel tempo – afferma la presidente della fondazione Div.ergo – così come la loro capacità di stare in gruppo, l’abilità e la rapidità nel lavorare. Ogni giorno, alla presenza dei volontari che affiancano il gruppo, viene definito quello che deve essere realizzato, e in gran parte si riesce ad attenersi. Due delle quattordici persone, inoltre, godono di un contratto part-time e vengono retribuite dalla Fondazione perché hanno una disabilità riconosciuta al 48% e non hanno diritto a pensione. Le altre persone, che invece ricevono la pensione, godono periodicamente di una paga in base ad un patto formativo e ad un fondo specifico disposto dalla Fondazione. Se avessero un contratto, infatti, non potrebbero più ricevere la pensione".

Accanto all'esperienza del laboratorio Div.ergo c’è dunque anche quella presso tre case di riposo nell’area di Lecce (gruppi Ashrè) e nella coltivazione di un orto sulla strada per San Cataldo, tutti diversi canali per far strada alle abilità più varie. In tutti questi contesti è forte la presenza dei volontari, adolescenti, giovani e adulti, che vivono i loro percorsi insieme a persone con disabilità. Esperienze a cui si arriva sulla base di percorsi di formazione ben strutturati e costanti nel tempo, i “corsi di volo”, per studenti tra i 15 e i 18 anni e l’H-demia, per i ragazzi più grandi e gli adulti. Ogni anno un gruppo di circa cento adolescenti si avvicina a queste realtà, grazie alla presentazione diffusa nelle scuole, iniziando un percorso formativo di due ore a settimana – sia rispetto alle persone che alle attività con cui si confronteranno – e passando poi, dopo quaranta ore, ad affiancare le attività concrete. Di fatto dei cento ragazzi coinvolti nei corsi di volo sono circa trenta quelli che rimangono a fare concretamente volontariato, portando avanti una formazione costante che prosegue a più livelli. I volontari, tra adolescenti e adulti, sono coinvolti in tutti i canali della Fondazione Div.ergo, impegnandosi anche nel reparto pediatria dell’ospedale di Lecce, nei quartieri cittadini e nei giochi con i bambini.

Laboratorio Divergo. 3

"Queste realtà di volontariato portano molto anche a noi che le svolgiamo – precisa Pati – quando ci si ‘mischia’ ci rendiamo conto che la nostra vita si arricchisce, siamo più autentici, qui non reggono le finzioni. Ci si ricorda anche che occorre non dimenticarsi mai di quelli che sono i desideri delle persone accanto a noi e dell’importanza delle loro relazioni, per crescere nella consapevolezza di se stessi. Le persone del laboratorio Div.ergo, ad esempio, sono da poco rientrate da un viaggio a Vienna per avvicinarsi all’arte di Klimt. E’ stato qualcosa di straordinario per ciascuno di loro, a partire dall’esperienza dell’aereo, e ancor più significativo è il fatto che le famiglie di queste persone hanno investito denaro per far partecipare i figli ad una esperienza internazionale. Capiscono che ne vale la pena". La realtà del laboratorio Div.ergo, che realizza un netto di circa 80 mila vendite all’anno, sta andando oltre la Puglia, perché i manufatti realizzati qui, già presenti a Bari, sono distribuiti anche in negozi di Matera, Aosta e Verbania (sm).

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Tag: Arte, Disabilità, Inserimento lavorativo

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