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Apre Met, nuova casa della compagnia teatrale di profughi e migranti di Bologna

Si chiama Meticceria extrartistica trasversale, ed è la nuova casa di incontri, arte e teatro di Cantieri Meticci. Un teatro, una sala prove, gli atelier, una Collageria, un archivio PoPolifonico e un RiStiryArte: “Sarà il luogo del meticciato tra arti e persone”

02 febbraio 2017

Met, casa della compagnia teatrale profughi Bologna 2

BOLOGNA - Uno spazio dove fare convivere età diverse, provenienze diverse, ambizioni diverse, competenze diverse. Uno spazio dove l’interdisciplinarietà è reale, dove prendono corpo l’eterogeneità, la duttilità e il nomadismo della nostre città in cambiamento. “Met”, acronimo per Meticceria extrartistica trasversale, è la nuova casa di incontri, arte e teatro di "Cantieri Meticci", la compagnia fondata dal regista e drammaturgo Pietro Floridia che riunisce rifugiati e richiedenti asilo, migranti, giovani artisti, studenti, ricercatori, insegnanti e musicisti. Da anni, la compagnia trova nel ‘meticciato’ – fra arti e persone – la sua cifra distintiva, e oggi ha trovato a casa proprio al Met, in via Gorki 6.

Met, ricavato da alcuni spazi dismessi dal punto vendita Coop adiacente, si articola in vari ambienti, a partire dall’atrio, in condivisione con il supermercato e le altre associazioni che nell’edificio hanno sede. Floridia lo ha ribattezzato ‘teAtrio’: “Sarà il teatro della soglia: nei weekend ospiterà delle performance, che inviteranno le persone a entrare. L’immagine che abbiamo scelto è il ponte: tra dentro e fuori, tra tutte le persone”, spiega, mentre un ponte sospeso dondola sulle teste dei relatori della conferenza di presentazione del progetto. Una volta superata la soglia, si aprono un teatro da 90 posti, una sala prove per danza e musica e vari atelier: video mapping, fumetto, narrazione, teatro in lingua, stop motion, sartoria e falegnameria. Tutto realizzato secondo la sapiente arte del riuso e del riciclo: 100 cassoni, un tempo pieni di cipolle, sono stati scartavetrati e trasformati in scaffali, palcoscenico, sedute. Vecchie porte abbandonate vivono una seconda vita come pannelli espositivi e antiche cassettiere da tipografo si fanno bar.

Met, casa della compagnia teatrale profughi Bologna 1

“Ci sarà anche una Collageria, dove bambini e adulti potranno collaborare con artisti di tutto il mondo per realizzare grandi collage collettivi da esporre in città – spiega Floridia – e un archivio PoPolifonico, fatto di schedari tecnologicamente modificati per ascoltare il tesoro di storie che i cittadini vorranno depositarvi e da cui trarremo spunti per i prossimi spettacoli. Infine, un RiStoryArte: sui tavoli si potrà pranzare e cenare, contemporaneamente vi saranno proiettati sopra video. Saranno tavoli e schermi o, come li chiamiamo noi, ‘spetTavoli’. Ci si mangerà e ci si lavorerà sopra”. La cucina sarà gestita dalla cooperativa Corsi & Percorsi: “Insieme creeremo percorsi artistici e culinari – spiegano –. Ai tavoli multimediali saranno serviti piatti meticci. Non solo: realizzeremo laboratori di cucina e pasticceria internazionale per bambini e adulti e cene in cui si mescoleranno sapori e culture da tutto il mondo”.

Rilanciare le relazioni e le professioni, promuovere percorsi artistici per “formare una nuova generazione di artisti che altrimenti non avrebbero potuto esprimere il loro talento e le loro passioni – ribadisce Floridia –. Vogliamo diventino leader culturali, autori di progetti. Molti artisti migranti che lavorano con noi spesso, poi, tornano nel loro Paese e propongono percorsi in linea con quanto realizzato qui”. Met, nato grazie alla collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Arci, Fondazione Robert Bosch, comune di Bologna e Quartiere Navile, “non è solo un insieme di partner – ammonisce Bruna Gambarelli, assessore comunale alla Cultura –, ma è condivisione di un progetto. Quando parlo di ‘nuove centralità culturali nelle periferie’ intendo esattamente esperienze di questo tipo”.

Met, casa della compagnia teatrale profughi Bologna 3

Periferie in relazione con il centro e viceversa: dinamica che anche Floridia sposa. “Lavoriamo per attecchire e fare succedere qualcosa ovunque. È per questo che in città siamo presenti in 80 luoghi, tra moschee, parrocchie, centri d’accoglienza, scuole, biblioteche. Portiamo i minori stranieri non accompagnati nelle scuole e gli italiani nelle moschee. È il nostro primo livello: laboratori ovunque per tutti, luoghi-soglia”. Al secondo livello ci sono le Compagnie meticce di Quartiere, collettivi artistico/politici guidati da professionisti dei Cantieri e composte da 30/40 persone, le più talentuose. Infine, il terzo livello: Meticceria extrartistica trasversale. “Coop Alleanza 3.0 ci ha contattato per sapere come qualificare le superfici dismesse – ricorda Stefano Brugnara, presidente di Arci Bologna –. Siamo arrivati a Cantieri Meticci, e ne siamo orgogliosi. Tra l’altro, il logo scelto è proprio la pianta di questo spazio”.

L’inaugurazione è prevista per domani, venerdì 3 febbraio, alle 18.30 con il vernissage dell’installazione multimediale “L’arte della Fuga” a cura di Charlotte Wuillai, un video collage che accosta le tecniche dell’acrobata e l’agire del rifugiati. Alle 21, Met session musicale a cura dell’Orchestra Cantieri Meticci (vedi il programma completo del primo weekend di programmazione. Ingresso gratuito con tessera Arci). (Ambra Notari)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: migranti, profughi, teatro

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