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Pranzo di solidarietà al ristorante iraniano per gli ospiti delle Cucine Popolari

Zuppa di lenticchie, riso e pollo allo zafferano: per il secondo anno, il locale di Sohyla Arjmand ospiterà 50 persone in difficoltà. Arrivata in Italia nel 1981 in fuga dal regime khomeinista, dice: “Siamo orgogliosi di aiutare chi è in difficoltà, italiano o straniero che sia”

05 febbraio 2017

BOLOGNA - “A Bologna ci sono oltre mille ristoranti. Se ogni giorno dell’anno uno di noi aprisse le sue porte per ospitare le persone in difficoltà, daremmo un grandissimo aiuto”. Sohyla Arjmand, iraniana d’origine ma italiana d’adozione, gestisce con la famiglia il ristorante Pars: cucina persiana nel cuore della Bolognina. Sarà proprio il suo locale che martedì 7 febbraio accoglierà le persone che, tutti gli altri giorni, pranzano alle Cucine Popolari: zuppa di lenticchie, riso con pollo allo zafferano, frutta e dolce. “Un menù semplice, senza i sapori agrodolci della nostra tradizione: a qualcuno potrebbero non piacere, altri potrebbero sentirsi a disagio. Abbiamo pensato a una cosa adatta a tutti, anche a quelli che magari fanno fatica a masticare. Purtroppo potremo accogliere solo 50 persone, le dimensioni del locale non consentono numeri più grandi”.

Sohyla Arjmand
Sohyla Arjmand

Tutto è partito con la scelta di Sohyla di andare a fare la volontaria alle Cucine Popolari di via del Battiferro. Un’esperienza “memorabile”, la definisce. Così, già l’anno scorso scelse di mettere a disposizione il suo locale per un pranzo un po’ speciale: “È stata una giornata bellissima: non potrò mai dimenticare quel signore che, quasi commosso, mi disse che avrebbe voluto regalarmi un mazzo di fiori, tanto era stato bene, ma non se lo poteva permettere. Così, mi aveva realizzato una rosellina con il tovagliolo di carta. Uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto”. Ai tavoli, ricorda, tante famiglie e tanti italiani. “C’era anche una coppia di iraniani, ma quest’anno non verranno, si sono rimessi in piedi, per fortuna”. Parla di dignità, Sohyla, sottolinea la compostezza e l’umiltà degli ospiti: “Quanto siamo egoisti, noi che abbiamo tutto. Facciamo così poco per chi è in difficoltà. Tutti dovremmo – e potremmo – fare qualcosa in più: anche solo ascoltare di più, provando a dare un po’ di conforto a tante parole tristi”.

- Sohyla è arrivata a Bologna nel 1981, in fuga dalla rivoluzione khomeinista, e ha frequentato la facoltà di Farmacia: “Per me Bologna era bellissima, stimolante e piena di vita. Me ne sono innamorata e non me ne sono più andata. Mi sono laureata, ma ho continuato a cullare il mio sogno: quello di aprire un ristorante. Ho fatto tanta gavetta, fino a quando sono riuscita ad aprire il mio locale a San Lazzaro, poi ci siamo spostati qui, alla Bolognina, il quartiere più multietnico della mia città. Organizziamo un sacco di eventi per promuovere le diversità che contribuiscono a rendere così bella questa zona. Io, a Bologna, non mi sono mai sentita straniera: siamo orgogliosi di aiutare chi è in difficoltà, italiano o straniero che sia”. (Ambra Notari)

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Tag: Povertà, Solidarietà

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