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Bullismo, 100 insegnanti a scuola per conoscerlo e combatterlo

Corsi di formazione e incontri con i genitori nel progetto "Ri…mettiamoci la faccia" che coinvolge 13 istituti superiori di Padova. 1800 studenti parteciperanno a un'indagine per scoprire le connessioni fra aggressività e dipendenza da sostanze e smartphone

07 febbraio 2017

- Padova - Con lo slogan “Un nodo blu  - le scuole unite contro il bullismo” è stata istituita  il 7 febbraio, la 1°Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola,
Un’iniziativa lanciata dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca nell’ambito del piano nazionale contro il bullismo.
I protagonisti sono ragazze e ragazzi, nel 52,7 per cento dei casi (si tratta di alunni tra gli 11 e i 17 anni)  vittime di episodi di violenza come riportato dal rapporto Censis del 2016.
Si tratta di un fenomeno purtroppo in crescita e a cui è possibile rispondere soprattutto attraverso strategie di prevenzione da realizzare negli ambienti scolastici e che coinvolgano non solo gli studenti ma anche gli insegnanti. 
Ed è proprio nelle scuole di Padova e provincia che si sviluppa il progetto “Ri…mettiamoci la faccia” promosso dalla Consulta del volontariato della provincia di Padova in collaborazione con l’Associazione genitori attenti, la Fondazione antonveneta e il Centro di servizio per il volontariato provinciale.
 
Quasi 100 insegnanti, di 13 diversi Istituti superiori di primo e secondo grado, parteciperanno ad uno dei tre corsi di formazione programmati tra gennaio e aprile in 3 diverse località della provincia: Megliadino San Fidenzio, Maserà di Padova e Padova.
I corsi affronteranno il tema del bullismo e cyberbullismo da tutti i punti di vista: basi neurologiche del bullismo, aspetti comportamentali/emotivi, sicurezza in rete, ruolo dell’insegnante nei progetti di prevenzione. Al termine del percorso gli insegnanti potranno confrontarsi con i genitori delle scuole coinvolte in altri 3 incontri serali.
 
In contemporanea sarà attivata un’indagine, tramite questionario validato scientificamente, che coinvolgerà, oltre agli insegnanti,1800 studenti, con l’obiettivo di approfondire i contesti sociali nei quali si sviluppano comportamenti aggressivi.
“Una ricerca unica a livello nazionale – spiega Sonia Chindamo, presidente di Genitori attenti e psicoterapeuta – con cui intendiamo approfondire la correlazione tra comportamenti di bullismo sia agito che subito con la dipendenza precoce da sostanze e da smartphone”.
 
“Spesso però i genitori e gli insegnanti sono impreparati, soprattutto per quanto riguarda il cyberbullismo - afferma Flavio Zelco, presidente della Consulta del volontariato della provincia di Padova. È per questo che abbiamo ampliato il progetto, coinvolgendo nuovi partner e nuovi professionisti che mettiamo a servizio delle Scuole, grazie al sostegno di Fondazione Antonveneta e alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale”.
Un altro progetto che ha avuto successo nell’ambito del rapporto fra studenti, scuola, genitori e società si chiama “Si possiamo cambiare” sempre del Csv Padova che offre la possibilità agli studenti già sanzionati per comportamenti scorretti , di fare un’esperienza all’interno di associazioni di volontariato per vivere un’esperienza a contatto con situazioni di disagio. 
“Il cambiamento dei ragazzi in seguito all’esperienza di volontariato è evidente e con una percentuale di successo di oltre il 50% dei casi – afferma Emanuele Alecci, presidente Csv Padova –.  Con questa proposta sottolineiamo una volta di più come il volontariato sia scuola di cittadinanza e occasione di crescita personale, soprattutto per le giovani generazioni”.
 

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