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Oltre limiti e stereotipi: la disabilità raccontata "A cuore aperto"

Riccardo Cesano, blogger leccese nato con tetraparesi spastica, raccoglie le sue riflessioni in un libro: una visione schietta sulla realtà delle persone disabili, oltre le finzioni. Gli esempi di Frisone, Anibaldi, Melazzini, andati oltre i limiti imposti dalle proprie condizioni

08 febbraio 2017

- LECCE - "Sicuramente il mondo della disabilità non è realmente conosciuto. Un altro mondo invece è sempre molto noto e sembra non voler mai scomparire: quello dello stereotipo". E’ questo uno dei concetti di fondo che Riccardo Cesano, leccese di 29 anni, una laurea in Scienze della comunicazione all’Università del Salento, esprime con profonda convinzione. La tetraparesi spastica con cui convive dalla nascita non gli ha impedito di attraversare consapevolmente le situazioni che la vita gli ha posto davanti, fino a sentire il bisogno di raccogliere le proprie idee in una pubblicazione. “A cuore aperto. Quello che non approvo in materia di disabilità” è come lo definisce l’autore stesso un saggio racconto – cominciato a scrivere nel 2012 e pubblicato in autoproduzione nel 2016 - in cui Cesano senza remore condanna l’uso spesso non appropriato del concetto di “integrazione” a scapito dell’impegno, dell’intera società e in primo luogo delle istituzioni, nel supportare le famiglie di persone disabili e nel creare condizioni in cui ognuno possa esprimere le proprie reali capacità.

E’ attiva da pochi mesi la pagina facebook Culturaaccessibile in cui Cesano esprime le riflessioni che sente di dover condividere e che hanno alimentato la pubblicazione. "Bisogna riuscire a vincere la timidezza e la paura di essere se stessi – scrive – venendo fuori da quell’atteggiamento di pigrizia e rinuncia che potrebbero diventare caratteristica di molte persone disabili". Chi non vive una situazione da vicino difficilmente potrà capirla, è questo uno dei temi di fondo che attraversa tutta la pubblicazione, anche perché "la disabilità è qualcosa di più ampio di una gamba che non funziona o di una lesione", afferma Cesano, ma è altro che ciascuno è chiamato a realizzare con ogni mezzo possibile. Non a caso “A cuore aperto” riporta gli esempi delle vite straordinarie di chi – come Fulvio Frisone, Paolo Anibaldi, Mario Melazzini, Alessandro Zanardi – ha saputo andare oltre i limiti della propria condizione esprimendo a pieno potenzialità e abilità, conservando libertà e dignità. E’ in questa logica che "ciascuno di noi può e deve mettere impegno nel fare bene ciò che fa – scrive Cesano – migliorare, migliorarsi". Solo nei contesti di vita reale, dunque, si può parlare di vera integrazione. "Vorrei dire a chi si trova in situazioni di disagio di non farsi sopraffare dalla propria condizione, cercando ciascuno nella propria vita di creare le condizioni per una cultura reale dell’integrazione – ribadisce -. Muovendosi da soli si impara. Non è semplice, a partire dalle barriere architettoniche che limitano l’accessibilità della città. Io ho a disposizione una sedia a ruote elettrica e mi muovo bene, ma non per tutti è così". (sm)  

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Tag: Disabilità

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