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Braille, il 21 febbraio la Giornata: "aiuta 30 milioni di ciechi nel mondo"

Tante le iniziative in Italia. Barbuto (Uici): “Consente un accesso diretto e non mediato alla cultura. Moderno e attuale, è sempre più impiegato nell’ambito delle tecnologie informatiche e digitali”. Convegno a Pistoia, capitale italiana della cultura

16 febbraio 2017

ROMA - Ogni anno, il 21 febbraio, ricorre la Giornata nazionale dedicata all’alfabeto Braille. A due secoli dalla sua nascita, il Braille mantiene intatta la propria versatilità e universalità, risultando, in una parola, attuale. L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti ribadisce la straordinaria portata dell’invenzione di Louis Braille per le persone con disabilità visiva: “Toccare le lettere è possibile grazie all'alfabeto Braille. E’ grazie al Braille che i ciechi sono in grado di scrivere, di leggere e di comunicare per iscritto tra di loro. Il Braille è, per il non vedente, condizione essenziale di una piena autonomia e di una efficace integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale”.

L’Uici ricorda come la Giornata nazionale del Braille è una ricorrenza volta a sensibilizzare “l’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti”: così recita la legge approvata il 3 agosto del 2007. “La sua celebrazione contribuisce a dare maggiore valore al sistema inventato da Louis Braille, il genio francese divenuto cieco a soli tre anni in seguito ad un incidente nel laboratorio del padre. La data è stata scelta perché coincide con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’Unesco”.

Il Braille è un sistema che aiuta più di 30 milioni di ciechi nel mondo – dice il presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto -: è diventato la 'vista' dei ciechi. Così come i vedenti usano gli occhi per leggere qualsiasi libro e giornale, noi abbiamo il Braille, unico strumento che consente un accesso diretto e non mediato alla cultura". Inventato a Parigi quasi duecento anni fa, il sistema “ha rappresentato e ancora oggi rappresenta, per tutti ciechi nel mondo, la vera opportunità per respingere lo spettro dell’analfabetismo e per fruire, al pari degli altri cittadini, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione. La modernità e l’efficacia del sistema sono ulteriormente dimostrate, se mai ve ne fosse ancora bisogno, dal suo impiego sempre più ampio nell’ambito delle tecnologie informatiche e digitali, dove oggi viene addirittura integrato sotto forma di tastiera virtuale come mezzo di scrittura touchscreen”.

Numerose sono le iniziative promosse dalle sezioni territoriali e dai Consigli regionali dell’Unione in tutta Italia che vogliono sottolineare l’importanza del Braille e la sua attualità. Ricordiamo il convegno organizzato a Pistoia, capitale italiana della cultura, nella giornata di sabato 18 febbraio dal titolo “Il valore della testimonianza e dell'impegno a 10 anni dalla scomparsa di Carlo Monti” che vedrà la partecipazione di numerosi relatori: Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille, Don Andrea Bigalli, Tommaso Daniele, Presidente Onorario Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Emanuela Scribano, Università di Venezia, e del Presidente Nazionale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto, di Antonio Quatraro, Presidente Regionale Toscana UICI, insieme a Virgilio Moreno Rafanelli, Vice Presidente Sezione Pistoia UICI e a Barbara Leporini, Consigliere Regionale UICI. Lunedì 20 febbraio, a Bari, si terrà il convegno “Il Braille è la via maestra per la libertà di pensiero”, alla presenza di Luigi Iurlo, Presidente del Consiglio Regionale Pugliese UICI, Nicola Stilla, Presidente del Club Italiano del Braille, Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Giuseppe La Pietra (Bari), Giuseppe Catarinella (Bari) ed Enrico Palladino (Bari). 

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Tag: Disabilità, Braille

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