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Cento richiedenti asilo a lezione anti-caporalato

A Grosseto una serie di lezioni contro il lavoro nero organizzati dalla cooperativa grossetana Auxilium Vitae per evitare che i richiedenti asilo cadano nella trappola dei caporali. "Sono stati momenti di condivisione in cui si è spiegato cosa è un contratto, di che tipo farne e cosa è meglio evitare per non cadere nella rete dell’illegalità"

15 febbraio 2017

- FIRENZE - Una scuola di legalità per i richiedenti asilo di Grosseto contro abusivismo e caporalato, con corsi specifici tenuti da un esperto per non far cadere i migranti nella rete del lavoro nero. Auxilium Vitae, cooperativa che ospita circa 100 migranti in 4 strutture nel grossetano e che aderisce alla rete di Federsolidarietà Confcooperative Toscana, ha scelto di offrire ai ragazzi un corso tenuto da un avvocato per spiegare cosa è il mondo del lavoro e soprattutto cosa è il mercato del lavoro nero. Per tutto il 2016 i richiedenti asilo hanno studiato come si struttura un rapporto lavorativo, cosa è lecito e cosa no, i diritti e i doveri del lavoratore.  

“Sono stati momenti di condivisione in cui si è spiegato cosa è un contratto, di che tipo farne e cosa è meglio evitare per non cadere nella rete dell’illegalità - dichiara la presidente della cooperativa Sonia Palmieri - I richiedenti asilo sono stati informati sui loro diritti e doveri e su come si porta avanti un progetto lavorativo fino in fondo. A breve attiveremo i corsi per il 2017, ma nel frattempo c’è sempre a disposizione un legale di fiducia che offre consulenza in caso di bisogno”. E i risultati si vedono. Molti ragazzi sono già al lavoro nei mercati della zona o nelle aziende agricole. Altri sono impegnati in tirocini nei vivai, nei bar o nei ristoranti e presto ne verranno attivati altri con l’azienda di smaltimento rifiuti. Attivi anche corsi per imparare una professione, come elettricisti oppure artigiani.

Un percorso guidato dai 23 operatori della cooperativa che porta verso l’autonomia, ma che passa dall’integrazione con la comunità locale. La partecipazione alla vita del posto non si concretizza solo con attività di volontariato, ma con un coinvolgimento pieno, abbattendo barriere culturali e religiose. Ecco che c’è chi fa da cicerone alla mostra della parrocchia, chi si è offerto di recitare la parte dei re magi nel presepe vivente e chi partecipa alle feste locali. 

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