:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Foto e selfie per creare la mappa della movida senza barriere

Al via la mappatura “dal basso” dei luoghi della cultura e del divertimento accessibile. Basta un selfie sui social. E’ la sfida lanciata dalla campagna “Accessibility is cool” promossa Movidabilia vincitrice del bando “Comunicare e Bene” della Fondazione con il Sud. Borgomeo: "La cultura e il divertimento devono essere un diritto di tutti, nessuno escluso"

16 febbraio 2017

ROMA - Creare una mappa interattiva e alimentata con foto e selfie per catalogare i luoghi della cultura e della movida accessibili in tutta Italia. E’ la sfida lanciata oggi dalla campagna di comunicazione nazionale “Accessibility is cool” promossa dall’associazione di promozione sociale Movidabilia vincitrice del bando “Comunicare e Bene” della Fondazione con il Sud. Questa mattina a Roma, nella sede della Fondazione, la presentazione e il lancio ufficiale della campagna che attraverso il sito internet accessibilityiscool.movidabilia.it intende “abbattere le barriere culturali che riguardano la disabilità e l’accessibilità - hanno spiegato i promotori -, insegnando a tutti e a tutte ad osservare e valorizzare ciò che è accessibile”. 

- Sul sito internet della campagna una mappa dei locali e luoghi della cultura accessibili in costante aggiornamento e “creata dal basso grazie ai selfie e alla geolocalizzazione di personaggi celebri e persone comuni che frequentano i luoghi della movida”. Uno strumento open source, hanno spiegato promotori, a disposizione delle amministrazioni. “E’ proprio questo il punto di maggiore innovatività dell’iniziativa - hanno sottolineato -: l’idea che l’accessibilità della cultura e del divertimento non sia meno importante di quella dei servizi cittadini e la volontà di insegnare a tutti a rilevare, riconoscere, apprezzare e indicare i luoghi accessibili a tutti, quindi i luoghi più cool della movida italiana”. 

Tutti possono partecipare alla realizzazione della mappa. Basta fare una foto col proprio cellulare e pubblicarla sui social network con il tag della campagna #accessibilityiscool e #movidabilia. “Il nostro staff andrà a recuperare queste foto e le inserirà nella mappa dei posti accessibili - ha spiegato Maria Pia Desantis, vice presidente di Movidabilia -. Le foto verranno ripostate su tutti i nostri social”. Sulla mappa, però, non ci saranno soltanto le foto degli utenti, ma anche informazioni verificate e catalogate su ulteriori due livelli di accessibilità, oltre quello che riguarda le semplici segnalazioni degli utenti. “Il primo livello è quello delle attività segnalate dagli utenti e che secondo gli utenti sono accessibili - ha spiegato Desantis -. E’ una mappatura dal basso. In un secondo momento il nostro staff andrà a fare una verifica e ad approfondire i livelli di accessibilità che ha il locale selezionato”. Due i livelli di accessibilità per i locali verificati dallo staff di Movidabilia. Si parte da un primo livello in cui i locali consentono l’entrata e la fruizione del servizio offerto, quindi un’entrata a livello e almeno un bagno per le persone con disabilità. Sul livello più alto quei luoghi che l’associazione definisce “super accessibili”, cioè quelli che si spingono oltre le previsioni di legge e che curano l’accessibilità sotto diversi aspetti, dal bancone accessibile, al menu in braille, dal personale capace di esprimersi in Lis ai percorsi tattili, fino a quelli che possano facilitare la fruizione dei servizi anche a persone con disabilità mentali. 

Il progetto prevede anche la realizzazione di una vera e propria community a cui possono registrarsi i singoli utenti (il costo della tessera è di 25 euro, ha la durata di un anno e dà la possibilità di usufruire delle scontistiche riservate dai locali convenzionati) oppure i locali interessati. In questo caso il costo della tessera è di 30 euro, ha la durata di un anno e comprende l’inserimento all’interno della mappa con foto e livello di accessibilità, un bollino che certifica l’accessibilità, il premio speciale di design da esporre in caso di “super accessibilità”, visibilità sul blog della campagna e la possibilità di organizzare un evento accessibile con il supporto di Movidabilia. Per sostenere il progetto, l’associazione ha lanciato anche una linea di t-shirt per promuovere l’iniziativa. “L’accessibilità fa tendenza, è qualcosa da imitare, è cool - ha spiegato Domenico Desantis, presidente di Movidabilia -. Vogliamo valorizzare l’accessibilità come qualcosa che faccia tendenza, come qualcosa di bello, perché porta ricchezza sociale e rafforza la comunità”. 

“Siamo soddisfatti di aver selezionato questa campagna perché affronta il tema della disabilità in modo nuovo e non scontato – ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud -. La cultura e il divertimento devono essere un diritto di tutti, nessuno escluso. Vale per i minori che vivono situazioni di povertà educativa, vale per i ragazzi con delle disabilità. E, come diciamo nella campagna, l’accessibilità è sicuramente cool”. La campagna ha già coinvolto diversi personaggi dello spettacolo come testimonial con i propri selfie: si va da Antonino Cannavacciuolo a Gianni Morandi, da Nina Palmieri a Toni Bonji, da Lorella Cuccarini ai The Pills e molti altri. Il progetto gode anche del patrocinio del dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, della Regione Puglia, dei Comuni di Milano, Lecce e Palermo, di Anfass, Apmar e dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. “L’intuizione geniale di questa campagna - ha spiegato Roberta Speziale, responsabile area relazioni istituzionali, advocacy e comunicazione di Anffas Onlus - è quella di parlare della disabilità e dell’accessibilità in termini nuovi. La disabilità è una questione molto complessa e spesso è altrettanto complesso comunicarla senza scadere nel pietismo. Questa è una sfida che questa campagna saprà cogliere: l’accessibilità che fa tendenza, ma anche come stile di vita di comunità che desiderano trasformarsi e diventare inclusive. L’accessibilità ci riguarda tutti, a prescindere dalla disabilità”. (ga)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Carlo Borgomeo, Disabilità, Fondazione con il Sud, Accessibilità

Stampa Stampa