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Senza dimora, migranti, ragazzi disabili: guide turistiche per raccontare la città

Henri è un senzatetto di Londra e fa la guida turistica a Shoreditch. Firas è un rifugiato siriano e accompagna i turisti in giro per Berlino. Poi ci sono 11 ragazzi con disabilità bolognesi che, a fumetti, raccontano i musei della città. Il 21 febbraio la Giornata internazionale della guida turistica

18 febbraio 2017

Samer e Arij a Berlino
Samer e Arij a Berlino - Guide turistiche 2

ROMA - Anche quest’anno il 21 febbraio si celebrerà in tutto il mondo la Giornata internazionale della guida turistica, istituita nel 1990 dalla World Federation of Tourist Guide Associations e promossa in Italia dall’Associazione nazionale guide turistiche. Tantissimi gli eventi organizzati per l’occasione in tutto il mondo, dal Sudafrica alla Slovenia, dalla Nuova Zelanda alla Germania passando, naturalmente dall’Italia. E proprio in Italia, molte delle visite guidate organizzate tra 17 e 21 febbraio saranno finalizzate alla raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite e ai beni danneggiati dal -sisma che ha colpito il Centro Italia. Ma chi sono le guide turistiche? Secondo la definizione ufficiale, la guida turistica è “una persona che guida i visitatori nella lingua scelta e che interpreta il patrimonio culturale e naturale di un’area”. Redattore Sociale ha raccolto alcune esperienze in cui sono protagonisti senza dimora, immigrati e persone con disabilità.

Le strade dei senzatetto.
Henri vive a Londra e parla inglese, olandese e lettone. Appassionato di arte e scultura, dopo gli studi ha comprato una casa e si è sposato. Ma le cose non sono andate come sperava: il matrimonio è finito, ha perso la casa e ha cominciato a vivere per strada, a Old Street. E lì, a Old Street, è stato ‘scoperto’ da Unseen Tours, società che forma – e trasforma – senzatetto e persone in difficoltà in guide turistiche delle zone di Londra che conoscono meglio. “La vita in strada non mi ha reso dipendente né dall’alcol né dalle droghe, e sono felice di mostrare alle persone quanto gli stereotipi che hanno nei confronti dei senzatetto sia, appunto, solo stereotipi”. Oltre a Henri che ha competenza sulla zona di Shoreditch, ci sono David nei pressi del London Bridge, Mike a Camden Town e Pete a Brick Lane. Negli ultimi 5 anni, sono stati 20 i senzatetto coinvolti nel progetto: insieme, hanno guidato oltre 12 mila turisti alla scoperta della città. Ogni visita dura 1 ora e 45 minuti e costa 12 sterline (la guida trattiene per sé il 60 per cento degli incassi e il resto viene reinvestito nell’azienda stessa). Esperienze simili sono nate anche a Bath, Berlino, Vienna, Barcellona e, più recentemente, anche Atene, dove Shedia, la rivista dei senzatetto greci, organizza “Invisible Paths”, tour per conoscere le associazioni che si occupano di accoglienza, tra dormitori, cliniche e mense: come guide, le stesse persone in difficoltà. A Milano, invece, gli ‘spiazzati’, un gruppo di senza dimora, ha scritto “I gatti di Milano non toccano terra”, una guida (pubblicata dal mensile di strada Scarp de’ Tenis) con 9 itinerari tra palazzi, luoghi e personaggi significativi della storia meneghina. Dal mitico bar di via Giambellino cantato da Jannacci, all’hotel 5 cartoni di piazza Duomo. E non manca il racconto sulle tante realtà che aiutano gli homeless.

Henri a Shoreditch
Henri a Shoreditch, guide turistiche 1

Le città dei profughi. Dallo scorso aprile, a Berlino profughi siriani lavorano come guide turistiche alla scoperta della capitale tedesca: punti d’interesse non i monumenti, ma i centri d’accoglienza, i ristoranti etnici e gli altri posti legati alla vita dei rifugiati. L’idea è venuta a Querstadtein, organizzazione non profit: “Il nostro scopo è dare un volto ai profughi. Il clima nei loro confronti è in peggioramento. Dobbiamo cambiare prospettiva”. I primi sono stati Samer e Arij, una giovane coppia da poco in Germania, poi è arrivato anche Firas Zakri, 34 anni, ex-insegnante di inglese in attesa di ricongiungersi a moglie e figlio piccolo. Non parla bene il tedesco, ma dichiara di volere far vedere “chi siamo veramente noi profughi”. Anche a Milano, grazie all’iniziativa “Ambasciatori migranti”, una ventina di giovani dai 18 ai 35 anni di origine straniera porteranno i turisti a visitare la città, occasione per trovare un lavoro e sfruttare la conoscenza della loro lingua madre. Dopo un periodo di formazione, accompagneranno soprattutto i turisti provenienti dai loro Paesi d’origine. Mygrantour, nato a Torino nel 2009, è un progetto che ai migranti ha affidato il compito di accompagnare turisti e concittadini a riscoprire i luoghi caratteristici delle migrazioni nelle città italiane (oltre a Torino, anche Genova, Firenze, Milano, Roma, Napoli, Bologna, Parigi, Lisbona, Marsiglia e Valencia).

Le esperienze delle persone con disabilità. Grazie alla Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus, nel capoluogo emiliano è nata #Vadoalmuseo, una guida a fumetti di 5 musei realizzata da 11 ragazzi con disabilità insieme con disegnatori professionisti, strumento per incuriosire e agevolare l’accesso di altri ragazzi con disabilità ai musei della città: “Ci piacerebbe che i ragazzi diventassero poi a loro volta guida ai musei per altri giovani con disabilità”, spiega la Fondazione. Sempre sotto le Due Torri, l’associazione non profit “Succede solo a Bologna” organizza visite guidate in Lis: lo scopo è rendere la cultura fruibile a tutti e al contempo promuovere iniziative d’integrazione sociale. E poi c’è “Rotellando”, il blog di Fabrizio Marta alias Rotex, una presentazione di viaggi turistici “raccontati da un’angolazione particolare, quella del ‘rotellato’. Vogliamo riportare l’esperienza del viaggio attraverso l’idea fondamentale che chiunque può viaggiare, andando a scoprire storie di disabilità e diversità vissute con normalità, puntando l’attenzione su quello che ‘si può’ fare rispetto a quello che ‘non si può’ fare”. (Ambra Notari)

© Copyright Redattore Sociale

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