Sempre più espatri, "l’Italia rischia di tornare un paese di sola emigrazione"

A sottolinearlo Ugo Melchionda presidente di Idos, commentando i dati Ocse: “Se continua questa tendenza torneremo indietro di 30 anni. E saremo di nuovo un paese periferico”. Oltre la metà di chi espatria è laureato o diplomato

17 febbraio 2017

ROMA – L’Italia rischia di ridiventare un paese di sola emigrazione, perdendo così il ruolo che si è guadagnata negli anni nel mercato del lavoro e assumendo una posizione del tutto periferica rispetto allo scenario internazionale. A sottolinearlo è Ugo Melchionda, presidente di Idos, nel corso della presentazione, oggi a Roma, di un approfondimento sul dossier dell’Ocse. “Negli ultimi anni stiamo vedendo crescere il numero degli italiani che lasciano il paese e diminuire il numero delle persone che vengono in Italia o per motivi di lavoro o per motivi di famiglia – spiega -. Il bilancio migratorio, quello cioè tra le persone che entrano e quelle che escono, da metà degli anni 70 è stato positivo perché abbiamo avuto più immigrati che emigranti. Negli ultimi anni, invece, si sta erodendo questo margine. Se questo trend continua, torneremo indietro”.

- Nonostante i continui allarmismi sul rischio di un’invasione straniera nel nostro paese, il presidente di Idos spiega che l’anno scorso già 145mila persone si sono cancellati dall’anagrafe italiana e si sono registrate all’estero. “Se continua questa tendenza, iniziata con la crisi del 2008, ridiventeremo un paese a emigrazione netta. Se i ragazzi italiani, che subiscono il 40 per cento di disoccupazione, anziché cercare e trovare lavoro qui vanno all’estero rischiamo di tornare indietro – aggiunge -. Ridiventeremo cioè un paese che non sa attrarre né tenersi le sue risorse. E perderemo il ruolo che ci siamo conquistati nel mercato mondiale negli ultimi anni per essere di nuovo un paese periferico in cui nessuno ha più interesse a venire”.

Secondo il rapporto Ocse il numero delle cancellazioni dall’anagrafe per l’estero, sono arrivate nel 2015 a 145 mila: l’8 per cento in più rispetto al 2014. Questo dato si lega innanzitutto all’emigrazione di cittadini italiani (da 89 mila a 102 mila unità, pari a +15%), mentre i trasferimenti dei cittadini stranieri si riducono dai 47 mila del 2014 a 45 mila (-6%). Per effetto di questa nuova emigrazione, gli italiani registrati come residenti all'estero ammontano a 5.200.000 secondo le anagrafi consolari. Oltre il 50% degli italiani che espatriano negli ultimi anni sono laureati o diplomati. (ec)

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