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Finalista a Naidex: successo per Triride, che trasforma la sedia a ruote in scooter

Il progetto marchigiano sul podio nel Regno Unito, in una delle più importanti fiere mercato dell’ausilio. Gianni Conte: i nostri progetti nascono dalle richieste degli utenti. Molti dei collaboratori sono ragazzi disabili

19 febbraio 2017

CIVITANOVA MARCHE  -  Arriva da Civitanova Marche, supera i confini nazionali e approda nel Regno Unito, tra i finalisti in concorso a Naidex, in una delle più grandi esposizioni mondiali di prodotti per la cura, la riabilitazione e lo stile di vita di persone con disabilità: è Triride, il dispositivo che si applica alla carrozzina manuale e la trasforma in uno “scooter elettrico”, consentendo una maggiore mobilità e permettendo di affrontare percorsi sconnessi e pendenze importanti. L’idea, dell’imprenditore marchigiano Gianni Conte, era nata con l’obiettivo di creare un dispositivo in grado di motorizzare una sedia a rotelle manuale e fornire all’utente una maggiore mobilità, sia nella vita lavorativa che nel tempo libero.

“Il primo dispositivo prodotto - racconta Gianni Conte - l’ho studiato e brevettato per una mia esigenza: volevo avere un ausilio per la mia carrozzina, con caratteristiche che in quel momento non erano presenti sul mercato, come la leggerezza, la particolare mobilità e una potenza che mi permettesse di affrontare anche superfici difficili e pendenze rilevanti”. Un successo che ha trasformato un’idea in una realtà imprenditoriale che sta rivoluzionando il modo di vivere delle persone che usano la sedia a rotelle. E ora il riconoscimento dal Regno Unito. “Con grande orgoglio - ha scritto Conte dalla sua pagina Facebook - vorrei condividere questa bella soddisfazione: alla Fiera Naidex di Birmingham (Uk) che si terrà dal 28 al 30 Marzo 2017, Triride è stato selezionato come finalista al concorso per i prodotti innovativi presentati nella mostra mercato.  Quanti vorranno visitare la fiera inglese, ci troveranno allo Stand B25”. Tra i prodotti e i servizi offerti dalla fiera dell’ausilio, che ospita espositori da tutto il mondo, ci sono seggiole a rotelle, ascensori, attrezzature di riabilitazione, veicoli speciali e gli adattamenti della casa. 

Che cosa significa per Triride essere finalista alla quinta edizione di Naidex?
E’ un riconoscimento molto importante. Non c’eravamo candidati, ci siamo presentati semplicemente come azienda che partecipa. E poi abbiamo scoperto che hanno questa tradizione: ogni anno selezionano le aziende che si distinguono per il prodotto e per la risposta ai bisogni di questo particolare tipo di clientela. Il nostro dispositivo è stato considerato innovativo, originale, unico e in una rosa di altri prodotti siamo andati in finale. Naidex oggi è considerato un punto di riferimento perché, essendo una fiera anglosassone, proietta i prodotti europei anche sui mercati statunitensi che sono particolarmente protetti. La nostra è un’azienda giovane sul mercato internazionale. Siamo nati nel 2013 e l’anno scorso abbiamo iniziato ad affrontare i mercati esteri in maniera strutturata. Anche qui la risposta non si è fatta attendere perché in poco tempo abbiamo agganciato partner-importatori in 9 paesi europei.

A cosa è dovuto il successo di Triride?
Al di là delle caratteristiche del dispositivo, pensiamo sia dovuto all’impostazione del nostro lavoro: abbiamo strutturato l’azienda in modo che siano condivisi i progetti che provengono dal basso, direttamente dall’utenza che utilizzerà gli ausili. In questo modo ci siamo fatti carico di richieste che erano rimaste a lungo disattese. Molti nostri collaboratori sono ragazzi disabili che prestano la propria conoscenza e competenza per consentirci di sviluppare i progetti, diventando a loro volta collaudatori.

Come cambia la vita di una persona disabile quando si acquisisce maggiore autonomia?
E’ talmente importante, sotto tutti i profili, sia dal punto di vista pratico, quotidiano che da quello psicologico, riabilitativo in tutti i sensi, da darci un incoraggiamento enorme perché ne conosciamo la valenza, la percepiamo sulla nostra pelle e quindi sappiamo che ha un valore inestimabile, per me che lo vivo in prima persona ma anche  tra il nostro personale: ho volutamente assunto persone in carrozzina, persone disabili. Riuscire a fare qualcosa in più ci fa sentire artefici della nostra vita quotidiana,  meno dipendenti, meno assistiti. Tanto che nei nostri slogan diciamo: rimpossessati della tua libertà, vivi una nuova libertà”. (Teresa Valiani)

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