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Maxi evasione da Sollicciano: tre detenuti in fuga

Ieri sera tre uomini romeno hanno segato le sbarre e poi si sono calati con le lenzuola per scavalcare i muri. Finisce sotto accusa il sistema di sicurezza dell’istituto penitenziario

21 febbraio 2017

- FIRENZE – Tre detenuti sono scappati, lunedì sera, dal carcere di Sollicciano utilizzando lenzuola arrotolate. Si tratta di tre reclusi romeni in carcere per rapine a negozi. Secondo quanto riferito dal sindacato degli agenti Uilpa, è probabile che i tre detenuti rumeni abbiano segato le sbarre per uscire dalla propria sezione: “Potrebbero aver usato il fil di ferro per tagliare le sbarre, sottilissimi fili facilmente introducibili in carcere chiamati comunemente ‘capelli d’angelo’” ha detto Eleuterio Grieco, segretario del sindacato.

I tre reclusi, scappati intorno alle 20, si trovavano nella prima sezione. “E’ una sezione aperta dalla mattina fino alle 19, dove i reclusi sono parzialmente liberi di girare fuori dalle celle” spiega Grieco. Una normativa, quella delle celle aperte, adottata dal ministero della giustizia per venire incontro alle direttive europee sui diritti dei detenuti, che però “a Sollicciano è troppo rischiosa visto che manca la vigilanza”.

Su questo punto Grieco è molto chiaro e mette sotto accusa il sistema della sicurezza nel carcere: “E’ stata un’evasione annunciata. Il carcere di Sollicciano non è sicuro, lo ripetiamo da mesi. Il 90 per cento dei dispositivi di videosorveglianza non funziona, il muro di cinta è a rischio crollo e pertanto chiuso, senza sentinelle in grado di controllare”.
I tre reclusi, una volta fuoriusciti dalla sezione, avrebbero scavalcato senza particolari problemi il muro di cinta incustodito. “Ci sono due pattuglie degli agenti penitenziari che perlustrano il carcere, ma sono un palliativo che serve a ben poco” conclude Grieco.

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