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Papa Francesco: "Faticoso mettersi nelle scarpe degli altri, siamo schiavi del nostro egoismo"

Intervistato dal giornale di strada Scarp de' Tenis, il pontefice affronta il tema dell'elemosina e dell'accoglienza dei migranti. "È importante il gesto, aiutare chi chiede guardandolo negli occhi e toccando le mani. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano"

28 febbraio 2017

Papa Francesco intervista su Scarp de' Tenis

MILANO - È giusto fare l'elemosina? "È importante il gesto, aiutare chi chiede guardandolo negli occhi e toccando le mani. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano". I migranti "hanno diritto ad essere accolti e aiutati. Questo però si deve fare con quella virtù cristiana che è la virtù che dovrebbe essere propria dei governanti, ovvero la prudenza. Cosa significa? Significa accogliere tutti coloro che si 'possono' accogliere". Parole di Papa Francesco, nell'intervista rilasciata a Scarp de' Tenis di marzo, il mensile di strada sostenuto da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana nato a Milano, città nella quale il Santo Padre si recherà il prossimo 25 marzo per la visita pastorale.

"È molto faticoso – dice il Papa intervistato dal direttore Stefano Lampertico – mettersi nelle scarpe degli altri, perché spesso siamo schiavi del nostro egoismo. A un primo livello possiamo dire che la gente preferisce pensare ai propri problemi senza voler vedere la sofferenza o le difficoltà dell’altro. C’è un altro livello però. Mettersi nelle scarpe degli altri significa avere grande capacità di comprensione, di capire il momento e le situazioni difficili". E ancora: "Spesso per supplire a questa mancanza di grandezza, di ricchezza e di umanità ci si perde nelle parole. Si parla. Si parla. Si consiglia. Ma quando ci sono solo le parole o troppe parole non c’è questa ‘grandezza’ di mettersi nelle scarpe degli altri”. In un altro passaggio Papa Francesco spiega poi come “Si può vedere un senza tetto e guardarlo come una persona, oppure come fosse un cane. E loro di questo differente modo di guardare se ne accorgono".

- Scarp de' tenis ha chiesto al Papa se sia giusto fare l’elemosina alle persone che chiedono aiuto per strada. "Ci sono tanti argomenti per giustificare se stessi quando non si fa l’elemosina - risponde il Papa -. 'Ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino?'. Un bicchiere di vino è l’unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto che cosa fai tu di nascosto? Tu quale ‘felicità’ cerchi di nascosto? Un aiuto è sempre giusto. Certo non è una buona cosa lanciare al povero solo degli spiccioli. È importante il gesto, aiutare chi chiede guardandolo negli occhi e toccando le mani. Buttare i soldi e non guardare negli occhi, non è un gesto da cristiano".

Papa Francesco poi tocca il tema dei migranti. "Hanno il diritto di emigrare e hanno diritto ad essere accolti e aiutati – sottolinea -. Questo però si deve fare con quella virtù cristiana che è la virtù che dovrebbe essere propria dei governanti, ovvero la prudenza. Cosa significa? Significa accogliere tutti coloro che si 'possono' accogliere. E questo per quanto riguarda i numeri. Ma è altrettanto importante una riflessione su 'come' accogliere. Perché accogliere significa integrare. Questa è la cosa più difficile perché se i migranti non si integrano, vengono ghettizzati”. (dp)

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Tag: Emarginazione, Scarp de tenis, Povertà, Papa Francesco

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