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Violenza sulle donne: uscire “fuori dal fango” aiutandosi a vicenda

Il libro di Rosanna Rutigliano e Cinzia Spriano sulla relazione d’aiuto per superare la violenza di genere, al centro dell’incontro organizzato dall’associazione Asso il 3 marzo presso il Centro di servizio Vol.To. di Torino

02 marzo 2017

ROMA - L’Associazione Asso organizza un’iniziativa per contribuire a costruire, attraverso il dialogo e il confronto con esperti, una via d’uscita “Fuori dal fango” della violenza di genere . Venerdì 3 marzo alle ore 17.30, presso il Centro servizi Vol.To, (via Giolitti, 21 - Torino), si terrà una tavola rotonda per discutere, riflettere e identificare progettualità condivise sulla tematica della violenza sulle donne e sui minori. Lo spunto è offerto dalla recente pubblicazione del testo “Fuori dal fango. La relazione d’aiuto per superare la violenza di genere” (Franco Angeli), a cura di Rosanna Rutigliano, psicologa e psicoterapeuta, e Cinzia Spriano, assistente sociale specialista presso Cissaca. Un libro che analizza e sviscera le dinamiche della violenza di genere, suggerendo modelli di intervento e recupero delle vittime.

A partire dal testo, l’associazione Asso chiama a raccolta esperti e operatori per unire le forze, superare la logica emergenziale e approdare a soluzioni di prevenzione che possano irrorare il tessuto sociale con una nuova consapevolezza e nuove dinamiche nel rapporto tra i generi. Un incontro che si snoda su vari fronti, da quello psicologico, a quello sociale, educativo, legale, e che si rivolge sia a chi è coinvolto nella relazione d’aiuto con le vittime, sia al grande pubblico. Imparare a riconoscere e intercettare situazioni di violenza su altri o su se stessi è il primo passo per non cadere e non veder cadere chi ci sta vicino nella spirale dei soprusi. Oltre alle autrici del libro, interverranno Paola Fuggetta, sostituto commissario e coordinatore Ufficio minori della Divisione anticrimine della questura di Torino, e Roberto Poggi, presidente dell’associazione “Il cerchio degli uomini”. Modererà l’incontro Laura Onofri, componente della commissione Pari opportunità della Regione Piemonte. L’incontro sarà animato dalle letture di Nella Rutigliano della compagnia teatrale amatoriale “Volti anonimi”.

“Asso - dichiarano Silvana Zocchi e Silvana Ferratello, animatrici delle attività dell’associazione - opera nel perseguire l’autonomia e l’integrazione delle donne in situazioni di malessere e disagio, attraverso percorsi di educazione e informazione su tematiche quali la violenza, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la parità dei sessi. Pur non occupandosi specificatamente di diritti umani, l’associazione ritiene che i genocidi avvenuti nel XX secolo siano il simbolo della perdita di tali diritti: tortura, restrizione della libertà religiosa e di stampa, diritti offesi delle donne e delle minoranze. L’obiettivo è quello di promuovere una serie di iniziative rivolte a tutti coloro che sono interessati alla conoscenza e al rispetto dei diritti umani dei popoli di tutto il mondo”.

Negli ultimi anni, Asso è stata impegnata in una serie di iniziative legate al genocidio armeno, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria su una delle tragedie dimenticate del XX secolo e di preservare e tutelare il patrimonio culturale armeno: proprio sulla scorta delle iniziative dell’associazione, nel 2012 la Città di Torino ha riconosciuto ufficialmente il genocidio armeno, prima tappa di un percorso istituzionale e culturale che ha condotto all’organizzazione di mostre, eventi e dibattiti con la cittadinanza.

“L’azione dell’associazione Asso - commenta Silvio Magliano, presidente del Centro servizi Vol.To e ispiratore del riconoscimento del genocidio armeno da parte del comune, - costituisce un esempio lampante del valore dell’impegno dei volontari nell’ambito della nostra società: identificare un problema e realizzare iniziative per dare una risposta, stimolando l’azione delle istituzioni e del terzo settore. Anche il dibattito sulla violenza ai danni delle donne, incentrato sul ‘dopo’, su come uscire dal fango del dolore e dell’annullamento di sé, rappresenta un approccio di grande spessore e di ampia rilevanza pratica, in una società che spesso tende ad affrontare le problematiche in modo stereotipato, evitando di entrare nel merito delle questioni, ciò che è sempre il primo passo per iniziare a proporre soluzioni efficaci e costruttive”. 

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