:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Non autosufficienza, la Sicilia ha perso il Fondo. Ecco perché manca l’assistenza

La regione Sicilia non ha presentato il programma attuativo indispensabile per accedere alle risorse 2016: e così ha perso i 32 milioni previsti dal riparto. Lo ha riferito Bobba, rispondendo all’interrogazione di Giulia Di Vita. Ora a rischio anche il Fondo 2017, se non presenterà il rendiconto per i fondi ricevuti nel 2015

03 marzo 2017

ROMA – La Sicilia non ha attinto ai 32 milioni che le spettavano del Fondo per la non autosufficienza. Perché? Perché “non ha presentato la programmazione richiesta”. Sul caso della mancata assistenza per le persone con disabilità della Regione, esploso in questi giorni con i riflettori mediatici ma denunciato già da tempo dalle famiglie, è emerso ieri questo “colpo di scena”: le risorse statali ci sarebbero, ma la Regione non è stata in grado di riceverle, perché non ha saputo dire – o meglio scrivere – in che modo le avrebbe utilizzate.

Questa situazione è stata rivelata ieri dal sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Luigi Bobba, che ha risposto con queste parole all’interrogazione con risposta immediata della deputata Giulia Di Vita (5 Stelle), in merito alla situazione siciliana: “Il decreto di riparto 2016 è stato registrato dalla Corte dei Conti il 3 novembre 2016 e le relative risorse sono state erogate al termine dell'anno alle sole Regioni che hanno presentato la programmazione richiesta; la Sicilia non è tra queste”. Alla Sicilia sarebbero andati circa 32 milioni che, in assenza del documento programmatico, sono rimaste nelle casse del governo centrale.

Non solo: esistono anomalie anche per il fondo 2015 e “pendono minacce” anche sul fondo 2017. Perché? Lo spiega sempre Luigi Bobba rispondendo a Di Vita: in poche parole, le risorse del Fondo non autosufficienza 2015 sono state attinte dalla Sicilia, che in quel caso aveva presentato una programmazione ritenuta “coerente” dal ministero del Lavoro, ma non sono state ancora rendicontate. “Come per gli anni precedenti, anche per il 2015 è stata prevista la redazione di un programma attuativo da parte delle regioni in funzione della successiva erogazione delle spettanti quote – ha riferito infatti Bobba – Il ministero del Lavoro ha approvato il programma attuativo della Regione Sicilia. Dopo aver ritenuto coerente l'allocazione delle somme con le finalità previste dal citato articolo 2, il Ministero del lavoro ha attribuito alla Regione Sicilia la somma di 32.604.000 euro. Tale somma resa disponibile a dicembre 2015 è stata riscossa dalla medesima Regione l'11 dicembre 2015”. Il problema è che “ad oggi non si hanno notizie sulle attività effettivamente realizzate” e questo potrebbe precludere alla Sicilia l’accesso al Fondo non autosufficienza 2017, visto che “al fine di ottenere l'erogazione delle risorse relative al FNA 2017 – riferisce infine il sottosegretario - le regioni sono tenute a inoltrare al ministero del lavoro le rendicontazioni sulle attività poste in essere con le risorse del 2015”.

La situazione, insomma, è di una certa gravità: da un lato migliaia di siciliani con disabilità privi dell’assistenza a cui avrebbero diritto; dall’altro la Regione, che chiama in causa l’insufficienza delle risorse e l’incongruenza dei dati sull’invalidità nei diversi territori. Ora, la scoperta che le risorse ci sarebbero, ma l’amministrazione regionale non è riuscita ad attingervi. Adesso che il caso è “esploso”, c’è almeno da sperare che sia fatto tutto quanto dovuto per non perdere anche il Fondo 2017. E Di Vita, dopo quella che definisce “l’agghiacciante risposta del governo, si rivolge al governatore Crocetta e chiede: “i 32,4 mln che ci spettano dallo Stato per la non autosufficienza li vogliamo riscuotere o li snobbiamo? Attendiamo una risposta”. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Sicilia, Assistenza domiciliare, Fondo non autosufficienza, Luigi Bobba

Ti potrebbe interessare anche…

Stampa Stampa