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Una mattina all’Alzheimer Caffè, con le mani in pasta

Al centro sociale comunale di Lecce incontro dedicato alle chiacchiere di Carnevale, tra musica e condivisione. Franchini (Alzheimer Lecce): “ormai affermata la nuova frontiera di uscita dall’isolamento, ma occorre che i medici specialisti incoraggino anche queste attività”

05 marzo 2017

- LECCE - Dallo stereo arrivano le note de “Il tuo bacio è come un rock”, e questo basta per favorire ancora di più la condivisione, la relazione tra persone già abituate a trovarsi insieme. Carnevale è già finito ma all’Alzheimer Caffè di Lecce oggi si preparano comunque le chiacchiere, anche questo è un modo per essere coinvolti in qualcosa di gratificante. Gli incontri settimanali del Caffè, promosso dall’associazione Alzheimer Lecce, si svolgono già da oltre dieci anni, presso il centro sociale comunale “Stadio”, nel tentativo di stimolare nel modo più vario possibile i partecipanti. “Questa settimana ci dedichiamo a lavorare la pasta, perché non siamo riusciti a farlo prima – racconta Renata Franchini, presidente dell’associazione – ma questo ha poca importanza, ciò che conta è anche in questo caso incoraggiare la socialità delle persone presenti, mantenere vive le abilità esistenti, trascorrere del tempo in allegria. Accogliamo qui con noi persone ad uno stadio medio lieve della malattia di Alzheimer, ancora in grado di rispondere a questi stimoli, sono presenti abitualmente sei-sette nuclei familiari”.

Arriva la signora Gerarda con la badante che la segue e il marito, che durante l’attività del Caffè andrà a sbrigare commissioni, insieme al signor Vitale invece rimane la moglie Virginia; c’è anche Marisa, tornata a salutare i propri amici dopo molti mesi di assenza a causa dell’aggravamento della malattia. Accanto a loro, pronti a coinvolgere e sostenere, i volontari Elsa Guido, Giovanna Serra e Piero Alemanno, presenti da anni accanto all’associazione. “Non ci annoiamo mai qui – sottolineano – le persone che arrivano bisogna saperle prendere per stimolarle a partecipare, è molto gratificante poi vedere un loro sorriso e ricevere un grazie. Noi lasciamo i nostri pensieri per dedicarci a chi ha bisogno”.

La pasta è pronta per essere lavorata, ognuno con la rotella a proprio modo si impegna per realizzare le chiacchiere. Il signor Vitale ha anche piantato peperoncini nel cortile del centro sociale, e approfitta per andare ad annaffiarli. L’associazione Alzheimer Lecce, attiva dal 2001 per volontà di un gruppo di familiari di malati e sostenuta da amici, professionisti, operatori del settore, volontari, segue all’anno circa un centinaio di utenti, supportati attraverso formazione e consulenza, sostegno psicologico, consulenza legale, contatti favoriti mediante una segreteria telefonica attiva 24 ore su 24. Il Caffè è il luogo dell’amicizia, dove si viene – sempre in modo spontaneo, senza alcuna forzatura o costrizione lontana dalla volontà della persona – per stare insieme agli altri, come tutti. Di volta in volta vengono proposte attività motorie, musicali, grafiche, sempre mettendo in primo piano abilità e capacità. “Abbiamo anche una sorta di registro – aggiunge Franchini – dove invitiamo i partecipanti al Caffè a firmare, a scrivere il proprio nome. Anche questo aspetto, mantenere l’abilità alla scrittura, è molto importante, così come il fatto che la nuova frontiera dell’approccio all’Alzheimer sia ormai il contrasto all’isolamento delle famiglie. Ci vorrebbe un supporto in più anche dai medici, specialisti del settore, nell’invogliare i pazienti ad essere coinvolti in attività come quelle dei Caffè. Anche questo, accanto alla necessità dei farmaci, contribuisce a fronteggiare la malattia”. Gli incontri del Caffè sono attivi una volta a settimana, da settembre a giugno. Per prendere contatti con l’associazione sono attivi il numero di telefono e fax 0832-345701 e la mail alzheimerlecce@alice.it. (sm)

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