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Fa' la cosa giusta!: arriva in Italia lo smartphone etico e trasparente

Fairphone nasce da un'impresa sociale olandese, che vuole cambiare il sistema di produzione degli apparecchi. Luigi Lipparini, country manager per l'Italia: "In un cellulare ci sono 40 minerali. Abbiamo iniziato a creare una filiera etica su quattro materiali". E nella fabbrica cinese che lo assemblea è stato creato un fondo per il welfare dei dipendenti

09 marzo 2017

MILANO - Tra qualche mese anche in Italia potremo acquistare Fairphone, il primo cellulare etico e trasparente. Etico perché almeno una parte dei suoi componenti sono - realizzati nel rispetto delle persone e dell'ambiente, trasparente perché è possibile conoscere nel dettaglio tutti i fornitori, dalla Cina al Rwanda, che contribuiscono a realizzarlo. Nato nel 2013, è stato finora commercializzato in Olanda, Svizzera, Germania e Austria: sono stati venduti 120 mila apparecchi. Pochi se confrontati con i grandi colossi della telefonia, ma un grande risultato, se si considera che Fairphone è un'impresa sociale in cui lavorano una sessantina di persone, che stanno cercando di cambiare il modo di produrre gli smartphone. In Italia arriva grazie ad accordi con alcune catene della grande distribuzione, che forniranno anche assistenza tecnica. "È questione di pochi mesi", assicura Luigi Lipparini, country manager per l'Italia di Fairphone. Ma l'aspetto più interessante è il progetto che c'è dietro questo cellulare e come si è arrivati a questo risultato. "In un cellulare ci sono circa 40 minerali. La loro estrazione è fonte di inquinamento, sfruttamento e guerre -spiega Luigi Lipparini, country manager per l'Italia di Fairphone -. Dato che non era possibile cambiare il sistema tutto in una sola volta, siamo partiti da quattro minerali che provenivano da zone di conflitto: stagno, tungsteno, tantalio e oro". Minerali che vengono estratti principalmente nella Repubblica democratica del Congo. "Abbiamo deciso di non abbandonare questo Paese -aggiunge-. E con la collaborazione di enti internazionali e ong, siamo riusciti a creare una filiera etica in Congo per quanto riguarda stagno e tantalio, in Rwanda per il tungsteno e in Perù per l'oro". 

Smartphone etico e trasparente

Luigi Lipparini, con lo stand di Fairphone, sarà presente a Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo, dal 10 al 12 marzo, nei padiglioni di Fieramilanocity. Spiegherà negli incontri previsti dal programma culturale (sabato dalle 15 alle 16 nella sala Tina Anselmi e domenica nello Spazio Ecofficine alle 16), quali sono i passi necessari per cambiare una filiera produttiva gigantesca come quella degli apparecchi elettronici. "Faiphone è assemblato in Cina -sottolinea-. E non è che una realtà piccola come la nostra può andare lì e ordinare che devono modificare il loro modo di produrre. Bisogna invece costruire insieme la filiera. Abbiamo trovato interlocutori interessati e in alcune fabbriche, come la Hi-P di Suzhou, è stato creato un fondo per il welfare, alimentato con una parte degli introiti di Fairphone, che i dipendenti gestiscono autonomamente".  L'altro fronte su cui sta lavorando Fairphone è quello del riciclo dei cellulari usati. Milioni di tonnellate di apparecchi vengono ogni anno gettati. Finiscono nelle discariche del sud del mondo, in Africa in particolare. Fairphone recupera quelli che arrivano in Ghana. "Li riportiamo in Europa, in Germania, dove vengono recuperati minerali, metalli e plastiche".  (dp) 

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Tag: fa la cosa giusta!

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