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Siria, sei anni di guerra: la tragedia dei bambini sulle note di Giovanni Allevi

Si intitola "Ferite di guerra" l'evento che si terrà domani alle 17.30 presso la Galleria Vittorio Emanuele a Milano organizzato da Save the Children. La musica del maestro Giovanni Allevi e le voci degli attori Cesare Bocci e Isabella Ferrari racconteranno la drammatica quotidianità dei minori

11 marzo 2017

Box MILANO - Si intitola "Ferite di guerrra" l'evento che si terrà domani alle 17.30 presso la Galleria Vittorio Emanuele a Milano (lato Silvio Pellico) con cui Save the Children vuole ancora una volta accendere i riflettori sul conflitto in Siria, a sei anni esatti dall’inizio di una delle tragedie più gravi della nostra epoca. Le note del Maestro Giovanni Allevi e le voci degli attori Cesare Bocci e Isabella Ferrari racconteranno, attraverso i testi di Simona Angioni, la drammatica quotidianità che vivono milioni di bambini siriani, ancora oggi intrappolati nelle città assediate o nel limbo dei campi profughi nei paesi limitrofi. 

Quasi 6 milioni di bambini vivono ancora sotto i bombardamenti in Siria e hanno urgente bisogno di aiuti; almeno 3 milioni hanno oggi sei anni e nella loro vita non hanno conosciuto altro che la guerra, mentre oltre 2 milioni di bambini hanno abbandonato il paese in cerca di sicurezza, spesso affrontando viaggi molto pericolosi nella speranza di un futuro migliore. Le conseguenze sulla loro vita sono devastanti: un bambino su quattro rischia di subire gravi ripercussioni sulla propria salute mentale, molti non riescono più a parlare, soffrono di incubi notturni e commettono atti di autolesionismo, che sfociano spesso in tentativi di suicidio. In molti, inoltre, non hanno più punti di riferimento: hanno perso i propri cari, non possono andare più a scuola e pur di sopravvivere e sfuggire alla povertà sono costretti a diventare improvvisamente adulti, lavorando nei mercati o come ambulanti nelle strade. Numerosi, infine, i casi di bambini che vengono reclutati dai gruppi armati mentre i genitori di molte bambine, non potendosi curare delle loro figlie, spesso le obbligano a sposarsi con uomini molto più grandi loro.   

“La continua esposizione ad eventi traumatici e a esperienze negative - spiega Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia - ha portato la maggior parte dei bambini siriani a vivere una condizione di stress tossico, con conseguenze sul loro stato di salute mentale e fisica, che può interrompere il loro sviluppo. Nonostante la condizione psicologica di questi bambini sia drammatica, sono comunque estremamente resilienti. Non sono ancora desensibilizzati alla violenza e provano ancora emozioni importanti. Non siamo al punto di non ritorno e per questo è fondamentale intervenire subito e restituire loro quella speranza di futuro di cui hanno bisogno. La comunità internazionale deve muoversi subito per mettere fine al conflitto e per supportare questi bambini anche dal punto di vista psicologico, perché è in gioco non solo il presente ma il futuro di un paese e della generazione che sarà chiamata a ricostruirlo”. 

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Tag: Save the children, Siria

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