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"Oltre le sbarre": il volontariato in carcere alla ricerca di una nuova identità

Oggi la prima riunione dell'organismo promosso dal Garante dei diritti delle Marche. I temi: la carenza di risorse, la necessità di una formazione comune e il riconoscimento del ruolo dei volontari. Il presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo: “Interventi per garantire i fondi”

11 marzo 2017

ANCONA – Riunire intorno a un Tavolo tecnico le diverse anime del carcere, dai direttori ai volontari, dagli operatori agli amministratori regionali, dal Prap (provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria) all’Uepe (ufficio esecuzione penale esterna) per avviare una rete di contatti e collaborazioni che possa offrire una nuova identità al volontariato carcerario e un sostegno più incisivo agli istituti penitenziari alle prese con il delicato momento storico e i problemi mai risolti. Non ultimo, quello del sovraffollamento, tornato d’attualità anche nelle Marche. E’ l’intento del Garante regionale dei diritti, Andrea Nobili che questa mattina ha dato il via al nuovo organismo attraverso una prima riunione che ha visto protagonista una rappresentanza del mondo del volontariato carcerario. “Ci troviamo  - ha detto Nobili - in un momento estremamente complicato anche per il nostro sistema carcerario, caratterizzato da vecchie e nuove criticità. Quello svolto dal volontariato è un lavoro importante, che permette di concretizzare un significativo ponte verso l’esterno”.

box L’invito a realizzare una rete “che poggi le basi sulla collaborazione e sullo scambio di esperienze” è stato esteso ad associazioni, ministri di culto di diverse confessioni religiose, rappresentanti della stessa amministrazione penitenziaria, assessori e consiglieri regionali. Entrando nel merito delle criticità, Nobili ha evidenziato che “qualche anno fa, grazie ad alcune misure tampone, il sovraffollamento era rientrato nei parametri della normalità. Oggi, cessati quegli interventi, gli indicatori  tendono a segnalare la possibilità di un aumento della popolazione carceraria anche nelle Marche. Il sistema ha delle lacune molto evidenti, i tassi di recidiva sono in Italia tra i più alti in Europa, la finalità rieducativa della pena segna il passo”.

Problemi strutturali, comuni alle carceri di tutta Italia, a cui si aggiunge la carenza di risorse.  “La Regione - ha sottolineato il Garante - tenta, per quanto di sua possibilità, di fornire alcune risposte, ma i trasferimenti nazionali sono sempre di meno. Senza risorse vengono meno progettualità e percorsi da seguire, non si possono sostenere strumenti adeguati per le attività trattamentali e per il reinserimento lavorativo”. In questa direzione, da parte del presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, presente all’incontro, l’impegno di portare all’attenzione dell’Assemblea legislativa le istanze e le proposte provenienti dal mondo del volontariato, nonché la convinzione di sostenere altre iniziative per le attività trattamentali, ritenute indispensabili: “Dobbiamo dare la possibilità a chi vuole cambiare di poterlo fare. Abbiamo già segnalato numerosi problemi attraverso una mozione approvata dall’Aula, continueremo a monitorare la situazione e ad intervenire affinché nei capitoli del bilancio regionale non vengano a mancare risorse in questa direzione”.

Presente al Tavolo, denominato “Oltre le sbarre”, anche il Cardinale Edoardo Menichelli che ha focalizzato l’attenzione sul volontariato come fattore educativo, sorretto da motivazioni personali e pubbliche. I lavori, che hanno visto anche la partecipazione del consigliere regionale Gianni Maggi, sono proseguiti con un esame della situazione dei diversi istituti di pena: numeri, dati, progetti e criticità si sono alternati alle esperienze dei volontari che hanno portato il proprio contributo raccontando lo svolgimento dell’opera quotidiana e avanzando proposte su come migliorare la collaborazione con il carcere. Tra queste: la richiesta di avviare un percorso di formazione comune, la necessità di attivare momenti di confronto, di cui la riunione odierna potrebbe essere un primo avvio, e il riconoscimento del valore e del ruolo del volontariato. “E’ fondamentale – ha detto il Cardinale Menichelli – rovesciare la cultura della pena totale, della repressione, del marchio di Caino. Dobbiamo far capire, intervenendo a partire dalla scuola, che la pena non basta. Il volontariato non può essere interpretato come supplenza. Va motivato umanamente e socialmente”. (Teresa Valiani)

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Tag: Volontariato, Sovraffollamento, carcere

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