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Alzheimer, tre giorni di incontri per aiutare ad affrontare la malattia

Dal 16 al 18 marzo, “Una rete sociale per l’Alzheimer” riunirà ad Arezzo ricercatori, psicologi, operatori, con gruppi di aiuto ai familiari e iniziative socio-culturali

13 marzo 2017

FIRENZE - Tre giornate di confronto e informazione per abbattere i pregiudizi contro una delle principali forme di demenza, l’Alzheimer. Dal 16 al 18 marzo, “Una rete sociale per l’Alzheimer” riunirà ricercatori, psicologi, operatori, con gruppi di aiuto ai familiari e iniziative socio-culturali con incontri dedicati a chi convive con la malattia e a chi ne vuole sapere di più per affrontarla in maniera consapevole. L’evento di Arezzo, promosso di Aima (Associazione italiana Malati di Alzheimer), si terrà prima al Centro Sociale Arno di via dei Tiratoi, a Capolona, e poi proseguirà all’Auditorium Pieraccini dell’Ospedale San Donato di Arezzo. Il progetto ha la collaborazione di Cesvot, Ars Toscana e Anci Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Arezzo, del Comune di Capolona e Usl Area Vasta Sud Est. L'iniziativa ha il sostegno della Eli Lilly.

Sono oltre 1 milione in Italia i casi di demenza cognitiva (92.945 casi in Toscana nel 2015), e di questi, secondo il Ministero della Salute, circa 600 mila con Alzheimer. Sono invece 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei propri cari affetti dalla malattia (Piano Nazionale Demenze). L’80% è assistito direttamente dai familiari, in prevalenza figli e coniugi (37%) soprattutto di sesso femminile e con un’età media di 59 anni (Aima-Censis). Una malattia che si stima in aumento con l’incremento della popolazione anziana: secondo l’Istat da qui al 2031 gli over 64 raggiungeranno quota 17 milioni e 300 mila persone.

“Le forme di Demenza come l’Alzheimer modificano irrimediabilmente lo stile di vita del malato e della sua famiglia -  ha detto Manlio Matera, presidente di AIMA Firenze -  Ciò impone nuove regole socio-assistenziali, sia a favore del malato che di chi se ne occupa, aiutando le famiglie ad uscire dall’isolamento e a incentivare la frequentazione di luoghi di socializzazione e gruppi di aiuto. Il messaggio che questa iniziativa vuole dare è: non siete soli ad affrontare questa malattia. Riproporremo l’evento a maggio a Empoli e a ottobre a Lucca, proprio per incentivare una rete regionale di aiuto e supporto”.

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