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"Minerali insanguinati", l’Ue impone maggiori controlli sulle importazioni

Approvato un regolamento Ue che mira a porre fine al finanziamento di gruppi armati e alle violazioni dei diritti umani collegate al commercio di minerali provenienti da zone di conflitto. Stagno, tantalio, tungsteno e oro sono utilizzati nella produzione di molti dispositivi ad alta tecnologia, nell'industria automobilistica, dell'elettronica, ecc…

16 marzo 2017

ROMA - E’ stato approvato oggi un regolamento Ue che mira a porre fine al finanziamento di gruppi armati e alle violazioni dei diritti umani collegate al commercio di minerali provenienti da zone di conflitto. Questa normativa sui “minerali dei conflitti” obbliga tutti gli importatori europei di stagno, tungsteno, tantalio e oro, esclusi i più piccoli, a effettuare controlli per garantire che gli obblighi di responsabilità siano rispettati dai propri fornitori. I produttori più grandi dovranno anche indicare come intendono monitorare le loro fonti per assicurare il rispetto delle norme. Il progetto di regolamento è stato approvato con 558 voti in favore, 17 contrari e 45 astensioni.

- Il contesto. I Paesi ricchi di minerali e afflitti da conflitti devono affrontare un circolo vizioso, dove le entrate provenienti da risorse estratte illegalmente alimentano le rivolte armate. Il regolamento si applica a tutte le zone del mondo colpite da conflitti e ad alto rischio, tra le quali la Repubblica democratica del Congo e la regione dei Grandi Laghi sono gli esempi più lampanti. Gli esperti redigeranno un elenco non esaustivo delle zone, ma il Paese di origine non è l'unico indicatore: le informazioni sul transito o su di un fornitore irresponsabile dovrebbero anche indurre a un controllo dei precedenti.
Stagno, tantalio, tungsteno e oro sono utilizzati nella produzione di molti dispositivi ad alta tecnologia, nell'industria automobilistica, dell'elettronica, aerospaziale, imballaggio, costruzione, illuminazione, macchine industriali e utensili, così come in gioielleria. Gli obblighi di responsabilità sono definiti dalle linee guida internazionali dell'OCSE per aiutare le aziende a rispettare i diritti umani ed evitare di contribuire al conflitto attraverso il loro commercio di minerali. Attualmente, queste linee guida sono solamente delle raccomandazioni.

“Il nuovo regolamento ha la possibilità di cambiare le vite delle popolazioni in conflitto. In nostro sistema, tuttavia, funzionerà solo se applicato sul campo, se resta flessibile e se tutte le parti interessate continuano ad imparare e agiscono in modo responsabile” ha dichiarato il relatore Iuliu Winkler (PPE, RO).
“Non possiamo far finta di non vedere i danni che noi causiamo in altre parti del mondo. Queste norme hanno posto le basi per uno strumento in grado di spezzare il legame tra conflitti, abusi dei diritti umani e il consumo quotidiano di prodotti” ha aggiunto il presidente della commissione per il commercio internazionale, Bernd Lange (S&D, DE).

Durante i negoziati del novembre 2016, i deputati hanno convinto i ministri dell'Ue che i controlli per verificare il rispetto delle norme, basate sulle linee guida dell'OCSE, devono essere obbligatori per gli importatori di stagno, tungsteno, tantalio e oro da zone di conflitto ad alto rischio. La Commissione e il Consiglio avevano inizialmente proposto solo controlli volontari. Le autorità degli Stati membri dovranno assicurarsi che le aziende rispettino queste norme. I materiali riciclati e piccoli importatori, come dentisti e gioiellieri, che rappresentano il 5% delle importazioni, saranno esentati, per non imporre oneri burocratici eccessivi.

I produttori e venditori comunitari sono tenuti a divulgare le fonti di approvvigionamento. Nel corso dei negoziati, il Parlamento è inoltre riuscito ad ottenere l’impegno che le grandi imprese dell'Ue (superiore ai 500 dipendenti) che acquistano stagno, tantalio, tungsteno e oro da utilizzare nei loro prodotti, saranno incoraggiate a riferire le loro fonti di approvvigionamento e entreranno a far parte di un registro UE.

Standard elevati e clausola di revisione. Il regolamento stabilisce che i vigenti sistemi di controllo del settore saranno utilizzati al fine di evitare doppi oneri, ma il Parlamento ha assicurato che questi sistemi saranno controllati regolarmente, in modo da mantenere elevati standard che siano coerenti con le linee guida dell’Ocse.
La Commissione europea dovrà revisionare regolarmente l'efficacia della nuova legge, sia il suo impatto sul terreno sia il livello di rispetto da parte delle imprese europee. Potrebbe inoltre dover proporre misure obbligatorie complementari qualora l'applicazione della due diligence da parte delle imprese si dovesse rivelare insoddisfacente.
Una volta che anche il Consiglio l’avrà approvato, l'accordo sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Gli obblighi di responsabilità si applicheranno dal 1° gennaio 2021 per dare tempo agli Stati membri di nominare le autorità competenti e agli importatori di acquisire familiarità con i loro nuovi obblighi.

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Tag: Minerali insanguinati, Economia

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