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Palermo, in un bene confiscato nasce la Casa della cooperazione

Uno spazio di co-working recuperato dal Ciss grazie ad un progetto di Fondazione con il Sud, in cui saranno promosse iniziative culturali, sociali e legate all'economia solidale. Cipolla (Ciss): "Un punto di riferimento culturale e di sensibilizzazione sociale aperto a tutti"

17 marzo 2017

Sicilia. Inaugurazione della Casa della cooperazione 1

PALERMO - Un nuovo spazio restituito alla città per promuovere attività ed iniziative sociali e culturali. Si tratta della Casa della Cooperazione: un progetto di valorizzazione di un bene confiscato alla mafia che da oltre 22 anni era in stato di abbandono, recuperato dal Ciss (Cooperazione Internazionale Sud Sud) grazie al progetto finanziato da Fondazione con il Sud. Si trova in via Ponte di Mare nella borgata periferica marinata di Sant'Erasmo a Palermo ed è anche un nuovo Circolo Arci aperto alla cittadinanza. L'inaugurazione della struttura è avvenuta ieri mattina con la partecipazione del presidente del Ciss Sergio Cipolla, il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo e l'assessore comunale alla partecipazione Giusto Catania.

Il Ciss, dopo un lavoro complesso di due anni, ha recuperato l'immobile che versava in un grave stato di degrado grazie all'assegnazione dello spazio da parte del comune di Palermo. L'obiettivo è quello di renderlo attivo assieme ad un partenariato di progetto grazie al sostegno della Fondazione con il Sud.

Sicilia. Inaugurazione della Casa della cooperazione 2

La Casa della Cooperazione sarà anche un incubatore di piccole start up per donne e giovani, basate sulla piccola imprenditorialità sociale alternativa e sui bisogni e le potenzialità reali espresse dal territorio di riferimento, partendo da 3 imprese pilota: Nauti.lab, Trashware e Mamme di giorno. 

La Casa sarà un luogo in cui promuovere cultura, arte, pratiche di sviluppo condivise e partecipative, pratiche di cooperazione e solidarietà. All’interno dello spazio saranno promosse, infatti, iniziative culturali e sociali e sarà promosso il ruolo dell’economia solidale nel creare nuove opportunità di lavoro per i giovani. Oltre ad avviare al suo interno iniziative economiche che ne garantiranno la sostenibilità, affiancherà start up di imprese solidali, sosterrà esempi concreti di un modello di sviluppo alternativo e libero dalle mafie.

"L'idea è quella di aprire un centro che vuole essere un punto di riferimento culturale e di sensibilizzazione sociale aperto in primo luogo al quartiere ma anche a tutti i cittadini che lo vogliano utilizzare - spiega Sergio Cipolla presidente del Ciss -. Abbiamo scoperto che storicamente la struttra doveva essere uno dei vecchi magazzini della tonnara di Sant'Erasmo poi caduta in mano alla criminalità organizzata. Il progetto prevede prima di tutto una collaborazione con le scuole vicine e in secondo luogo l'incentivazione di tre piccole imprenditorialità locali che sono 'Mamme di giorno' un servizio di assistenza ai bambini, un impresa legata alla produzione di barche economiche e un'altra realtà che si occuperà di recuperare gli scarti elettronici. Già a partire dalla settimana prossima inizieremo tutte le nostre attività".

"Questo bene confiscato oltre ad assumere un valore simbolico straordinario - ha detto l'assessore Giusto Catania - avrà il pregio di essere aperto a tutti. Apprezziamo molto questa scelta del Ciss perché rientra anche nel nostro percorso più ampio legato proprio al recupero e alla piena valorizzazione di questa parte della città".

Sicilia. Inaugurazione della Casa della cooperazione 3

"Si tratta di un progetto ben riuscito - sottolinea il presidente di Fondazione con il sud Carlo Borgomeo - , sappiamo che il lavoro di recupero dell'immobile è stato molto complesso. Quando si raggiungono questi risultati non possiamo che essere grati di quello che adesso riuscirete a portare avanti. Questo è solo l'inizio di un percorso di sostenibilità che porterà la gente a valorizzare sempre di più questo luogo. Per rafforzare l'identità culturale e la coesione sociale crediamo molto nel recupero dei beni confiscati. Tutto ciò è molto importante perché riteniamo che serva soprattutto a creare comunità innescando quel processo di cambiamento culturale che parte proprio dalla restituzione dei diritti negati alla collettività. Questi progetti offrendo nuove opportunità di crescita, sicuramente mettono un tassello significativo nella lotta alla disuguaglianza sociale". 

All'interno della Casa della Cooperazione saranno fruibili uno spazio culturale polifunzionale, un Cafè Letterario e Solidale con prodotti a filiera corta ed equo e solidali, un centro di documentazione con oltre 4500 testi cartacei e multimediali; un’aula formativa sull’imprenditoria solidale e uno sportello di consulenze e servizi alla cittadinanza – incubatore di impresa solidale; uno sportello informativo su scambi giovanili e programmi di mobilità internazionale; uno spazio espositivo e un palcoscenico per performance artistico-culturali; uno spazio disponibile per seminari e incontri. Nello svolgimento di tutte queste attività il Ciss sarà coadiuvato con l'Apa (Accademia Psicologia Applicata), Al Janub, Yam srl per le barche eco-sostenibili e l’Associazione Casa dei Bimbi. Inoltre, due istituti tecnici del quartiere hanno aderito al progetto con entusiasmo, considerandolo un’importante risorsa per i propri studenti e insegnanti: l’Istituto Tecnico industriale A. Volta e l’Istituto Nautico Gioeni Trabia. (set)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Fondazione con il Sud, Arci, Cooperazione, Beni confiscati

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