:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Giornata servizio sociale, Gazzi: intollerabile che alcuni comuni siano senza

Comunità e ambiente i temi al centro della Giornata sel servizio sociale, che ricorre oggi. Presidente Cnoas: la politica ascolti le nostre esperienze. Messaggio di Mattarella: strumento utile un'agenda globale. Oltre 43 mila gli iscritti, la metà ha meno di 40 anni

21 marzo 2017

ROMA - Comunità e ambiente, ma anche ricostruzione, lavoro e inclusione. Sono questi i temi al centro della Giornata mondiale del servizio sociale 2017, che ricorre oggi 21 marzo e che quest’anno ha come tema “Promuovere la comunità e la sostenibilità ambientale” e che vede in tutt’Italia una serie di appuntamenti promossi dal Consiglio nazionale degli assistenti sociali per riflettere non solo sul ruolo e sulle sfide degli assistenti sociali oggi, ma anche sull’impatto e sul futuro del servizio sociale in Italia. Oltre quindicimila gli assistenti sociali coinvolti, decine le iniziative – manifestazioni, seminari, incontri - in oltre venti città italiane. 

-In occasione della Giornata il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti Gianmario Gazzi, ha diffuso una lettera aperta a Governo a Parlamento. “Serve che la politica ascolti le nostre esperienze là dove ci scontriamo con la mancanza della rete di servizi, l’assenza della quale rende quasi inutili e inapplicabili tanti provvedimenti a favore di chi è in una situazione di grave criticità che non vengono certo eliminate dai bonus che, se non accompagnati da un lavoro professionale a sostegno, si rivelano solo palliativi. Per favorire, ad esempio, la parità di genere sul lavoro non serve tanto (o, meglio, non serve solo) un assegno per ogni bambino ma un asilo nido per quel bambino per consentire la conciliazione tempo-lavoro per il genitore. Così come per evitare la reiterazione dei reati e favorire l’esecuzione penale esterna serve che il territorio sia pronto a attrezzato per ricevere queste persone e per attuare un progetto concreto di inclusione”. 

“La nostra sensazione – si legge ancora nella lettera – è che mentre da un lato non sembra mancare la volontà politica – e civile – di affrontare con una accresciuta decisione i temi del sociale, dall’altro manchi la consapevolezza che non basta una norma che garantisca un diritto perché questo diritto sia concretamente e davvero fruibile. Servono reti di servizi che si avvalgano delle diverse professionalità in grado di far camminare quei diritti affinchè raggiungano tutte le persone che davvero ne hanno titolo”. 

Redattore sociale nei giorni scorsi ha intervistato il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti Gianmario Gazzi, sul senso della giornata e sulle sfide future.  Ecco alcuni passaggi dell’intervista. “Oggi abbiamo un problema molto grande, che si lega ai tagli delle ultime settimana - racconta Gazzi -. Da un lato si rinforzano i servizi con l’inserimento del Reddito di inclusione, ma dall’altra ci domandiamo con i tagli quanto sarà possibile garantire dei diritti di cittadinanza se non ci sono i servizi per fare i progetti. La sfida vera è riuscire ad affrontare il tema di una infrastrutturazione di servizi che supportino i diritti sociali”. Una sfida che riguarda appieno anche il mondo degli assistenti sociali, spiega Gazzi. “Non è più tollerabile che in alcune regioni d’Italia non ci sia neanche il servizio sociale nei comuni - continua -. E’ una sfida che la professione sta portando avanti da anni, ma oggi c’è bisogno che le comunità se ne rendano conto. Sappiamo che in alcune regioni, nei comuni non c’è un servizio sociale e questo è un tema di cui la comunità deve farsi carico”. 

Una professione che cambia e ha bisongo di strumenti adeguati, quella degli assistenti sociali. Una realtà giovane: degli oltre 43 mila iscritti, spiega Gazzi, la metà ha meno di 40 anni. “La professione sta cambiando in meglio. Si sta lavorando con professionisti che sono sempre più motivati. Una professione giovane che si sta giocando in tanti ambiti: il numero di colleghi nel terzo settore e delle associazioni è in aumento, ma su progetti innovativi, come gli orti sociali in cui coinvolgere i minori stranieri non accompagnati. Sarebbe bello se anche gli enti pubblici fossero capaci di vedere l’assistente sociale come promotore di questo cambiamento anche all’interno dell’amministrazione pubblica, mentre c’è l’idea che sia un funzionario di fascia terza, come dicono nei ministeri”.

I messaggi per la Giornata. Il presidente Sergio Mattarella dopo aver espresso “sostegno e riconoscimento per l’attività degli assistenti sociali” sottolinea che “la tutela della dignità della persona costituisce obiettivo cui l’azione pubblica e della società civile deve tendere in tutte le sue manifestazioni. In questo quadro, l’elaborazione di una agenda globale per il servizio e lo sviluppo sociale può costituire uno strumento utile per promuovere la rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo delle energie di ciascuno, a livello internazionale e nelle singole realtà nazionali”.  Il Ministro della Giustizia Orlando ricorda che “i temi oggetto di riflessione dei lavori di questa Giornata attestano il costante comune impegno del Servizio in tutti gli ambiti e la sempre più intensa attenzione al delicato tema degli interventi a sostegno della relazione “con” e “fra” Comunità locali. Il coinvolgimento di ogni, pur diversa, risorsa o professionalità che operi nel campo sarà certamente utile ad indicare soluzioni concrete per il superamento delle disfunzioni tuttora esistenti e per la individuazione e diffusioni di prassi virtuose”.

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa