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"L'Europa che vogliamo": l'appello del Forum disabilità e 230 organizzazioni

In occasione del summit di Roma del 25 marzo, nel 60° anniversario della firma del Trattato fondativo, il Forum europeo per la disabilità rivolge ai leader tre richieste: promuovere diritti per tutti, favorire la partecipazione democratica, includere i cittadini disabili e le loro famiglie come “parte integrante di un'Europa in crescita”

22 marzo 2017

- ROMA - L'Europa intraprenda con determinazione e coraggio “la strada verso un futuro sostenibile, che realizzi i diritti di tutti”: questo l'appello che Edf, il Forum europeo per la disabilità, lancia in occasione del 60° anniversario dell'Unione europea. Ricorrenza che sarà celebrata il prossimo 25 marzo, quando i capi di Stato, i capi di governo e i presidenti delle istituzioni europee si riuniranno a Roma, dove 60 anni fa fu firmato il trattato fondativo dell'Unione. Un'occasione, questa, che servirà per ricordare il passato e le radici, ma anche per guardare al futuro dell'Europa, elaborando proposte e definendo obiettivi, nella direzione indicata nel Libro bianco sul futuro dell'Europa, presentato dalla Commissione lo scorso 1 marzo. 

Proprio in occasione di questo importante appuntamento europeo, Edf lancia il suo appello ai leader delle istituzioni europee e agli Stati membri, affinché rilancino e rafforzino il proprio impegno in tre direzioni fondamentali: primo, promuovere, proteggere e garantire i diritti civili, politici, sociali, culturali ed economici per tutti; secondo, favorire la partecipazione democratica della società civile nei processi decisionali; terzo, considerare le persone con disabilità e le loro famiglie come parte integrante di un'Europa sostenibile e in crescita. 

Questi ed altri obiettivi sono definiti e declinati in un appello congiunto che Edf e altre 230 organizzazioni della società civile hanno elaborato insieme e rivolto ai leader europei. Ecco, in sintesi, le 8 richieste principali:

  1. l'Europa promuova e protegga i diritti civili, politici, sociali, economici e culturali di tutti,sostenendoli anche oltre i propri confini

  2. La consegna dell'Agenda 2013 per lo sviluppo sostenibile, ponendo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e i principi che ne sono alla base al centro delle politiche europee e nazionali

  3. La piena attuazione dell'accordo di Parigi, con il miglioramento dell'efficienza energetica e la transizione sostenibile verso l'energia pulita e rinnovabile a prezzi accessibili

  4. Il rafforzamento della nostra democrazia rappresentativa e partecipativa, con spazio dedicato alla partecipazione dei cittadini anche al di là degli appuntamenti elettorali

  5. Il rafforzamento della formazione come responsabilità pubblica: una formazione permanentemente e per tutti, che sviluppi la cittadinanza attiva, il pensiero critico, l'inclusione sociale e la consapevolezza dello sviluppo sostenibile e dei diritti umani

  6. Una transizione per i lavoratori e le regioni industriali dal modello economico attuale verso un'economia moderna, ecologica e socialmente giusta, in cui il capitale umano e naturale sia riconosciuto e valorizzato

  7. Un modello sociale europeo, che assicuri una protezione completa a tutti i lavoratori, a tutti i consumatori e tutte le persone che vivono nell'Ue; un modello che riduca disparità economica, la povertà e l'esclusione sociale

  8. Un'Unione europea con un forte pilastro dei diritti sociali, che assicuri occupazione di qualità ed equa retribuzione e affronti le disuguaglianze di genere, la discriminazione per razza, orientamento sessuale, identità di genere, status socio-economico, età., disabilità o altro.

Qui il testo completo dell'appello. Gli aggiornamenti possono essere su Twitter, tramite gli hashtags #EuropeWeWant e #OurEurope. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

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