:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Il terrorismo islamico? "A Milano recluta soldati tra i tossicodipendenti"

L'allarme lanciato da don Antonio Mazzi e don Chino Pezzoli con una conferenza stampa nel boschetto di Rogoredo a Milano, "vero e proprio supermercato all'aperto delle droghe" . E mentre lo spaccio di eroina e cocaina trova clienti tra ragazzi sempre più giovani, le comunità rischiano di chiudere per mancanza di fondi

03 aprile 2017

- MILANO - Le comunità per tossicodipendenti sono strapiene e rischiano di chiudere per mancanza di fondi. La Regione Lombardia non aggiorna le tariffe dal 2008 e riescono così a coprire solo il 20% delle spese. E mentre eroina e cocaina arrivano a toccare ragazzini di 14 o 15 anni, "la politica e le istituzioni tacciono". A lanciare l'allarme don Antonio Mazzi, presidente di Exodus, don Chino Pezzoli, presidente della Comunità promozione umana, Simone Feder della Casa del Giovane di Pavia, e Pietro Farneti, presidente dell'Associazione servizi ambulatoriali per le dipendenze (Smi). Per rendere più forte il loro messaggio, hanno organizzato la conferenza stampa nel boschetto di Rogoredo, "vero e proprio supermercato a cielo aperto delle droghe", come lo definisce don Chino. "Siamo tornati ai livelli degli anni '80" aggiunge don Antonio Mazzi, ricordando quando il Parco Lambro era terra di nessuno "con le siringhe piantate negli alberi e decine di poveracci che vagavano alla ricerca di una dose". Ma oggi le novità, rispetto ad allora, sono due: la prima è che lo spaccio di droga ha clienti sempre più giovani (praticamente dei ragazzini) e, secondo, il terrorismo islamico cerca adepti e "soldati" proprio tra i tossicodipendenti. "Ci sono arrivati diversi segnali in questo senso qui a Milano - sottolinea Pietro Farneti -. La diffusione delle droghe sta diventando quindi un problema di terrorismo. È tra i soggetti più fragili, più facilmente circuibili, che il terrorismo si sta muovendo".

Il motivo per cui i conti delle comunità terapeutiche per persone con problemi di dipendenza (droga, alcol e gioco d'azzardo) è molto semplice. La cura di una persone costa circa 70 euro al giorno, la Regione riconosce un rimborso alle comunità accreditate che va dai 44 ai 52 euro al giorno. "In comunità c'è la presenza di educatori specializzati 24 ore su 24 -spiega Simone Feder-. E poi c'è bisogno di almeno un infermiere e della collaborazione di psicologi, psichiatri, neurologi, perché abbiamo persone con molteplici problemi di dipendenza che hanno ripercussioni pesanti sulla loro salute". "Nelle miei comunità ospitiamo complessivamente 500 persone e ci lavorano 150 dipendenti -aggiunge don Chino-. Ogni mese, solo per gli stipendi, vanno via circa 350 mila euro. Ma poi dobbiamo sostenere tanti altri costi, per esempio per le cure sanitarie oppure per i corsi di formazione degli ospiti per garantire loro un futuro nel mondo del lavoro". "Come è possibile che siamo di nuovo in una situazione del genere? -tuona don Antonio Mazzi-. Questo boschetto è un luogo in cui si vede cosa sta succedendo con le droghe, ma il problema è diffuso in tutta la città, anche se è più nascosto. La politica non ne parla, le istituzioni sono assenti. Occorre ripartire dalla prevenzione e chiediamo a tutti -scuola, oratori, istituzioni, famiglie- di impegnarsi con noi". (dp)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Terrorismo, Droghe

Stampa Stampa