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Discriminata perché malata di tumore: la denuncia di una lavoratrice delle Poste

È l'accusa mossa da una donna che lavora al centro meccanizzazione delle Poste di Firenze: non avrebbe usufruito degli scatti di avanzamento di carriera previsti e sarebbe stata scavalcata da dipendenti che erano sotto di lei in graduatoria. Il sostegno della Cgil. La replica dell'azienda: "Nessuna discriminazione"

04 aprile 2017

- FIRENZE - Discriminata sul lavoro perché malata di tumore. È l'accusa mossa da una lavoratrice di 52 anni di Poste Italiane, che lavora da circa 15 anni al centro meccanizzazione delle Poste di Firenze. Secondo quanto sostenuto dalla lavoratrice e dalla Cgil, che stamattina ha tenuto una conferenza stampa sul caso, la donna non avrebbe usufruito degli scatti di avanzamento di carriera previsti e sarebbe stata scavalcata da sette dipendenti che erano sotto di lei in graduatoria. La signora poteva passare a lavorare presso uno sportello di Poste, compito meno faticoso rispetto al lavoro svolto finora nello smistamento dei pacchi di lettere. E invece, dicono dalla Cgil, alla signora non è stato comunicato niente di ufficiale. La donna ha scoperto di avere un tumore al seno lo scorso dicembre e attualmente sta seguendo un percorso di chemioterapia.

Secondo Poste, però, "non c'è alcuna discriminazione". Dall'ufficio stampa dicono: "La signora è in malattia e saremo pronti a rivalutare la sua posizione nel momento in cui uscirà dallo stato di malattia”. Una posizione che però non convince i sindacati, che si chiedono: “Cosa succederà se, una volta guarita, il posto che le spettava non sarà più disponibile?”.

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Tag: lavoro, discriminazioni

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