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I bambini africani imparano a leggere con un gioco per smartphone

È l’obiettivo dei progetti realizzati dalla startup Kukua, con la partnership tecnica e creativa della digital agency Melazeta, rivolti ai bambini tra 5 e 10 anni che vivono nell’Africa subsahariana e ai piccoli rifugiati siriani. Oliveti (Melazeta): “Non è un solo un gioco ma un vero strumento educativo”

05 aprile 2017

BOLOGNA – “Sema” è un gioco per smartphone che permette ai bambini tra 5 e 10 anni che vivono nei Paesi dell’Africa sub-sahariana di imparare a leggere, scrivere e contare. È stato realizzato da Kukua, la startup fondata da Lucrezia Bisignani, con la partnership tecnica e creativa della digital agency Melazeta e testato in Kenya nella baraccopoli di Kibera (dove vive circa un milione di persone) grazie al coinvolgimento di circa 150 bambini. “Il nome è quello della bambina protagonista del gioco che, in realtà, è molto più di un gioco da usare sul cellulare – spiega Lara Oliveti, ceo di Melazeta –, è un vero strumento educativo da utilizzare nell’arco di vari mesi e a scuola”. Presentato alla Bologna Children’s Book Fair, “Sema” è in concorso per il Global Learning XPrize, premio della fondazione californiana XPrize, il cui obiettivo è la creazione di un software open source (compatibile per Android) che sviluppi le abilità di 250 milioni di bambini analfabeti nel mondo insegnando loro le basi della lettura, della scrittura e dell’aritmetica in 18 mesi. “Il prodotto è stato finanziato da Kukua attraverso un crowdfunding – continua Oliveti – Il premio consentirebbe la sua diffusione sul campo”. 

Scuola. Start app per imparare a leggere 2

“Sema” è sviluppato in swahili e in inglese e contiene parti di storytelling basate su leggende africane e sulla cultura locale. “I bambini imparano a riconoscere i grafemi e i fonemi sia dello swahili che dell’inglese e imparano la numerazione – aggiunge Oliveti – La sperimentazione sul campo è stata interessante perché ci ha dato feedback sull’usabilità del prodotto e per renderlo più friendly”. Kukua ha partecipato anche a “EduApp4Syria”, bando dell’Agenzia norvegese per la cooperazione e lo sviluppo (Norad) per sviluppare un’app per smartphone per l’alfabetizzazione e per migliorare il benessere psico-sociale dei bambini rifugiati siriani di età compresa tra 5 e 10 anni ed è risultata tra le 3 finaliste. “È nato così ‘Sima’ – dice Oliveti –, l’approccio è lo stesso ma l’ambientazione e lo storytelling sono calati in una realtà riconoscibile da parte dei bambini e l’obiettivo è sì insegnare loro a scrivere, leggere e far di conto ma anche dare loro un momento di benessere per distoglierli dalla situazione drammatica che stanno vivendo”. Il gioco è sviluppato in arabo ed è stato testato con i bambini rifugiati che vivono nella Beqqa Valley in Libano. (lp)

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Tag: children's book fair

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