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Parlare di disabilità con i termini giusti: una carta deontologica per i giornalisti

Basta con pietismo, buonismo o sensazionalismo: il linguaggio deve essere accorto e rispettoso dei diritti e della dignità delle persone, non discriminante. Hanno aderito a questa proposta Odg Abruzzo, Unitalsi, Comunità di Capodarco, Rete Sole e Sanità Informazione

08 aprile 2017

ROMA - Pietismo, buonismo o sensazionalismo, in barba al rispetto della dignità della persona. Fiaba e Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo convergono nella necessità di rivedere la deontologia del giornalista sul tema della disabilità, e a seguito del Seminario di formazione avvenuto ad Avezzano ieri mattina hanno stilato una proposta. Hanno partecipato Stefano Pallotta, presidente Odg Abruzzo, Giuseppe Trieste, presidente di FIaba e Nicola Stacchietti, ufficio stampa Fiaba, promotore della “Carta Deontologica delle PRM – Person with reduced mobility”. 

Perifrasi come “costretto sulla sedia a rotelle” o espressioni come “menomato” o “handicappato” sono percepiti come denigratori: la parola handicap (originariamente la zavorra di piombo che serviva a livellare la differenza di peso dei fantini nelle corse di cavalli), che negli anni ’80 è stata accolta come innovativa e quasi liberatoria, attualmente è percepita come insulto (sondaggio rivista Focus, 2009). Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha completamente cassata da ogni documento: l’Italia non ha ancora formalmente recepito la nuova classificazione delle disabilità che sostituisce la sequenza menomazione-disabilità-handicap con funzioni corporee-attività personale-partecipazione sociale. E non lo ha fatto neppure la narrazione giornalistica italiana. Per quanto riguarda la perifrasi “costretto sulla sedia a rotelle”: la sedia per una persona con disabilità è un facilitatore, uno strumento di liberazione. È davvero cinico tentare di suscitare pietà attraverso questo strumento. 

Inoltre, il “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” riporta all’articolo 6: “Il giornalista rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali”. A seguito del seminario di formazione appena tenutosi ad Avezzano e della votazione favorevole dei presenti, Fiaba ha chiesto all’Odg Abruzzo di presentare le proprie istanze al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti: il Testo Unico sia epurato dall’espressione “menomazione” e si apra un tavolo per la stesura di buone pratiche nella narrazione giornalistica sul tema della disabilità. Hanno aderito a questa proposta Odg Abruzzo, Unitalsi, Comunità di Capodarco, Rete Sole e Sanità Informazione.

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Tag: Disabilità, Giornalismo

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