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Rinasce l'ex libreria abbandonata: sarà un "contenitore" culturale per tutti

Chiusa da 15 anni una libreria "storica" di Varese riapre i battenti grazie ad un progetto di riuso dell'Associazione culturale Wg- Art e del Csv provinciale. Diventerà uno spazio di partecipazione urbana aperto a varie espressioni artistiche

12 aprile 2017

ROMA - Per tutti quelli di Varese con una quarantina di primavere sulle spalle o giù di lì, è l'ex libreria Veroni mentre per Enrico Ambrogio Rossi sono i “suoi” muri, i suoi spazi, quelli rimasti vuoti da quasi 15 anni ovvero da quando la libreria ha chiuso i battenti. Un edificio dismesso nel centro della città che, grazie alla attivazione di relazioni, è ora diventato spazio di partecipazione urbana. L’obiettivo? Farne uno “contenitore” dove formare e informare su linguaggi contemporanei di arte e cultura, rivolto soprattutto ai giovani. In altre parole uno spazio che sia espositivo, di incontro e di condivisione.

A dare il via a tutto ciò è stata una telefonata dello scorso mese di agosto, che ha fatto scattare la disponibilità a credere nel progetto da parte del titolare dello stabile, persona di per sé estranea e digiuna fino a quel momento al tema del riuso degli spazi. È successo così che, otto mesi dopo quella prima telefonata con l’architetto Ileana Moretti, anima dell’Associazione culturale Wg- Art, domenica 9 aprile dentro gli spazi dell’ex libreria in via Robbioni, non solo c’era un gran via vai di gente, ma era anche riunito “in trasferta ed aperto” ad altri soggetti il Tavolo dei Beni Comuni, che da alcuni mesi ha preso avvio su iniziativa del Centro di servizi di Varese e che ha visto fin da subito anche la partecipazione dell’Associazione Wg-Art.

Al tavolo non solo c’erano Enrico Rossi e Ileana Moretti, ma anche Giovanni Campagnoli, Consulente del Cesvov sul tema del riuso degli spazi, il direttore del centro di Servizi Maurizio Ampollini, Massimo Giuliani esperto di riqualificazione urbana, il designer Marcello Morandini, l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati e quello alle attività produttive Ivana Perusin, gli architetti Andrea Ciotti ed Elena Brusa Pasquè e Marco Zanini dell’associaizone Var’ese Microvalorizzazioni. A moderare l’incontro Morena Tevisio,  Referente dell’attività di Alta formazione di  Cesvov.

I punti di vista sono stati diversi, ma l’oggetto della discussione era uno solo: esiste la possibilità di fare innovazione sociale attivando relazioni e partecipazione? Il progetto Sub-Strato (questo il nome dato all’iniziativa) ci dice di sì ed indica un suo paradigma: dove prima c’era degrado ora ci sono graffiti e materiali di riuso, ma anche installazioni artistiche e uno spazio aperto all’arte e alla cultura. Il tutto grazie all’impegno dei volontari di Wg-Art che, in tempi rapidi e con un budget ridotto, hanno saputo ridare vita a uno spazio facendone una risorsa per questo pezzo della città.
Paola Provenzano

© Copyright Redattore Sociale

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