:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Dall’aeroporto di Linate a una casa di accoglienza: progetto per 18 senza dimora

Più che un classico dormitorio, è una specie di piccola comunità. Stefano Galliani (Progetto Arca): “È un edificio concesso dal Comune e abbiamo creato un luogo in cui i senza tetto possono iniziare un percorso di ricostruzione della loro vita"

14 aprile 2017

MILANO - Dopo anni sulla strada, torna dalla moglie e dai figli con i quali festeggerà la Pasqua. M.S. era uno dei senza dimora che dormivano nella hall dell'aeroporto di Linate. La svolta è arrivata grazie a Progetto Arca e al suo nuovo piccolo centro di accoglienza in via San Marco 49, nel cuore di Milano: "È un edificio concesso dal Comune e abbiamo creato un luogo in cui 18 senza tetto che vivevano in aeroporto possono iniziare un percorso di ricostruzione della loro vita", spiega Stefano Galliani, responsabile dei progetti di Arca. Più che un classico dormitorio, è una specie di piccola comunità: non si sta lì solo di notte per dormire, ma ciascuno partecipa alla sua gestione e programmazione.

- Dei clochard a Linate se ne era occupato anche il programma di Canale 5 Striscia la Notizia, nel gennaio scorso, ed era emerso che ogni notte dovevano pagare il pizzo ad alcuni personaggi originari dell'Est Europa. Comune e Progetto Arca hanno quindi deciso di intervenire, con un progetto innovativo. "L'obiettivo è che ognuno torni ad essere autonomo, che trovi un lavoro e una casa -aggiunge Galliani-. Ma attraverso un percorso che è deciso insieme".

Il centro è aperto da circa un mese. "Tre volte alla settimana i nostri operatori e gli ospiti hanno lavorato insieme per organizzare l'accoglienza e il lavoro quotidiano -racconta il responsabile di Progetto Arca-. Si è creato un bel clima, in cui ciascuno si sente di dare un contributo, di esporre i propri problemi e anche i desideri che ha per il proprio futuro". Ed è appunto in questo clima che M.S. ha potuto riallacciare, con l'aiuto di una psicologa e di un educatore, i rapporti con la sua famiglia. "Purtroppo nei grandi dormitori è più difficile arrivare a questi risultati. L'accoglienza in centri con pochi posti letto permette di dare più attenzione alle singole storie". (dp)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa