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Spreco di cibo: i refettori dello chef Bottura negli Usa grazie alla Fondazione Rockfeller

Cinquecento mila dollari per importare oltreoceano il modello refettorio dell’associazione non profit Food for soul e la sua filosofia, contro le spreco di cibo e a favore dell’inclusione sociale. Obiettivo, aprire 2 mense entro il 2019. Intanto, a Londra a giugno apre Refettorio Felix

19 aprile 2017

MODENA - Milano, Bologna, Rio, Modena e ora anche Londra e gli Stati Uniti: i refettori ideati da Massimo Bottura arrivano anche oltreoceano grazie all’interesse e alla partecipazione della Fondazione Rockfeller, che ha notato il lavoro di Food for soul nella lotta contro lo spreco alimentare e a supporto dell’inclusione sociale e del benessere individuale. La Fondazione, infatti, ha confermato che supporterà l’associazione non profit con contributi finanziari (500 mila dollari) e di consulenza. “Entro il 2019 – spiega Food for Soul – speriamo di aprire nuovi refettori in almeno 2 città degli Stati Uniti. Ci impegneremo nell’analisi delle necessità e studieremo le potenziali location, in previsione della ricerca di partner locali che supportino ciascun progetto. Le prime città che stiamo prendendo in considerazione sono New York, Miami, New Orleans e Detroit, dove i problemi legati alla sussistenza di diverse fasce della popolazione sono persistenti, ma abbiamo in programma di valutarne anche altre 6”. Per esempio, come riporta il sito di informazione Citylab, nel Bronx 1 residente su 5 è in condizioni di povertà alimentare. Contemporaneamente, negli Usa decine di milioni di tonnellate di cibo vanno sprecate ogni anno tra consumatori, ristoranti e altri settori.

- Come per i progetti precedenti, anche le mense americane fungeranno da catalizzatori a beneficio della comunità, trasformando il surplus alimentare in pasti nutrienti per le persone in difficoltà. Come d’abitudine, poi, ai refettori saranno anche invitati giovani aspiranti chef locali per potenziare il loro talento culinario e fare esperienza in cucina. “Con l’aiuto di designer, architetti e artisti, ogni refettorio diventerà punto di riferimento per la promozione del benessere e dell’inclusione sociale”. “Quando i refettori non sono attivi come cucine, possono trasformarsi in spazi di comunità – spiega a Citylab Lara Gilmore, moglie di Bottura e presidente di Food for soul –. A Milano, per esempio, un gruppo di pensionati usa la mensa per organizzare cene tra amici: i loro appartamenti sono troppo piccoli per accogliere gli ospiti. Tra i volontari, invece, c’è un elettricista rimasto da poco vedovo: lui lava i piatti. Ha detto di essere troppo timido per girovagare nella stanza per sparecchiare, ma gli piace un po’ di compagnia, e non voleva restare solo a casa. Il refettorio per molti è diventato una seconda casa”.

“Siamo entusiasti di avere il sostegno di una fondazione con Rockfeller, la cui storia mostra un costante sostegno alle iniziative legate al benessere e alla resilienza in tutto il mondo”, continua Food for soul. Per esempio, nel 2016 la fondazione ha lanciato il progetto YieldWise, investendo 130 milioni di dollari per dimostrare come il mondo possa dimezzare lo spreco di cibo entro il 2030, come previsto anche da uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Primo focus di YieldWise, frutta, verdura e piantagioni in Kenya, Nigeria e Tanzania, dove ogni anno viene persa oltre la metà del cibo coltivato. Rockfeller, poi, recentemente ha finanziato il documentario intitolato “Wasted! The Story of Food Waste”. A proposito della partnership, Rajiv Shah, presidente della Fondazione, ha commentato: “Un network di Food for soul per tutti gli Stati Uniti ci aiuterà a nutrire più persone con il cibo che abbiamo a disposizione e a offrire un nuovo modello per affrontare la povertà urbana attraverso l’inclusione sociale”.

Il 5 maggio, inoltre, Bottura sarà uno dei protagonisti di Food Bowl, festival dedicato al cibo in calendario a Los Angeles: lo chef dell’Osteria Francescana parteciperà a un convegno sulla possibilità – e sulle modalità – di riorganizzazione del settore del cibo. Oltre a Bottura, parteciperanno altri 4 chef di fama internazionale, tutti abituati a usare il potere e l’influenza dell’arte culinaria per riformare il loro settore di riferimento e coinvolgere gli altri in un’ottica di comunità attiva. Al termine sarà proiettato il documentario “Theater of life” che racconta la storia di come Bottura ha pensato e dato vita al refettorio Ambrosiano.

A giugno inaugurerà anche Refettorio Felix, la mensa comunitaria che Bottura, insieme con The Felix Project, una non profit londinese, ha creato nella capitale inglese. Durante il London Food Month (a giugno), il Refettorio Felix servirà il pranzo dal lunedì al venerdì ai senzatetto e alle persone in condizioni di vulnerabilità sociale della città. Si punta a servire più di 2.000 pasti, utilizzando 5 tonnellate di cibo recuperato. Più di 30 chef britannici e internazionali hanno già accettato la chiamata alle armi, in attesa di molti altri che si uniranno allo staff di cucina e ai volontari. La loro esperienza sarà essenziale per trasformare ingredienti destinati alla discarica in un menu di 3 portate da servire agli ospiti. “Gli chef sono ormai celebrità – ha commentato Massimo Bottura –. Credo sia il momento, per noi, di utilizzarla per far luce sulle problematiche più preoccupanti della società contemporanea. Cucinare è un appello ad agire”. Dopo la chiusura del festival, Refettorio Felix resterà operativo e continuerà a servire pasti preparati da due chef del team, supportati mensilmente da uno chef ospite. (Ambra Notari)

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