Del Grande, "detenzione illegittima anche per le leggi speciali turche"

La sospensione di diritti e libertà fondamentali sanciti dallo stato di emergenza proclamato dal premier Erdogan non riguardano il caso del giornalista italiano: lo sostiene un team di avvocati dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione

21 aprile 2017

MILANO - Anche per le leggi turche la detenzione di Gabriele Del Grande è illegittima. È questa la conclusione a cui arriva il team di avvocati dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione, che in una nota sottolinea come il trattenimento del giornalista italiano "è un'indebita compressione dei diritti che non trova fondamento nella disciplina speciale introdotta dallo stato di emergenza in vigore in Turchia".

Dunque anche se la Turchia ha "sospeso molti diritti e libertà fondamentali", agendo in base alla propria Costituzione, il caso di Gabriele Del Grande non rientra in quelli previsti dalle leggi speciali introdotte da Erdogan. "Del Grande non si trova in uno stato di fermo ma di semplice detenzione amministrativa e per tale ragione, nemmeno per effetto della dichiarazione di stato di emergenza, può essergli impedita la nomina e un colloquio con un avvocato di fiducia, nonché, tanto meno, l'assistenza delle autorità consolari, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Vienna", scrivono gli avvocati. 

"Evidenziamo che Gabriele Del Grande non ha mai rifiutato l'incontro con le autorità consolari -aggiungono- e che, pertanto, le informazioni rese dalle autorità turche a riguardo si sono rivelate non veritiere, fatto che solleva non poche preoccupazioni in merito al suo stato di salute psicofisica, certamente aggravato dallo sciopero della fame". 

"Chiediamo con forza che vengano accolte tutte le richieste avanzate dal legale nominato dai familiari di Gabriele Del Grande, Alessandra Ballerini, ed in particolare che: le autorità consolari italiane così come gli uffici di rappresentanza dell'Unione Europea in Turchia facciano tutto quanto è possibile per ottenere l’immediata liberazione di Gabriele Del Grande, cittadino italiano e dell'Unione Europea ingiustamente privato della sua libertà personale in Turchia; sia consentito l'ingresso nel centro delle autorità consolari italiane e dell'Unione Europea e che le stesse siano adeguatamente informate della situazione giuridica di Gabriele Del Grande; sia consentita la formalizzazione della nomina di un avvocato e la possibilità di accedere ai colloqui difensivi; sia consentito il contatto quotidiano tra Gabriele Del Grande e i suoi familiari; sia consentito l'ingresso nel centro di detenzione di Mugla di un medico di fiducia nonché di rappresentanti del Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura affinché possano anche essere verificate le sue condizioni psico-fisiche". 

Gabriele Del Grande va comunque liberato subito. "Chiediamo che senza alcuna condizione possa al più presto tornare in Italia e continuare il suo prezioso e coraggioso lavoro. Uno scrittore, un giornalista, un documentarista, dovunque egli si trovi, non può e non deve essere privato della sua libertà personale per il suo lavoro. Il prolungato trattenimento di Gabriele, anche in stato di isolamento, gli interrogatori cui è stato ripetutamente e indebitamente sottoposto, il sequestro del suo telefono e dei suoi beni, dimostrano ancora una volta la drammatica situazione dei diritti umani in Turchia. Difendere oggi Gabriele Del Grande è anche difendere le centinaia di persone silenziosamente perseguitate ogni giorno. Denunciamo il Governo e le Autorità turche per le ripetute violazioni dei diritti umani di uomini, donne, bambini, in ogni angolo del Paese, ed oggi anche di Gabriele Del Grande".

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