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Adozione "speciale" per Mario: un anno, una malattia rara e finalmente una famiglia

Il lieto epilogo della storia di Mario, che viveva in casa famiglia, in attesa di essere adottato. I suoi nuovi genitori non si sono fatti scoraggiare da “una diagnosi su carta”. Conquistati dal suo “sorriso contagioso”, hanno espresso la loro disponibilità all'associazione Dalla parte dei bambini. E ottenuto la procedura d'urgenza per l'idoneità

21 aprile 2017

ROMA – Ha finalmente una casa e una famiglia, il piccolo Mario (nome di fantasia): la sua disabilità non ha spaventato i suoi nuovi genitori, che lo hanno desiderato e preso in carico, prima in affido, adesso in adozione. E' il lieto epilogo della storia che, tempo fa, ci raccontarono Karin Falconi ed Emilia Russo, dell'associazione “Dalla parte dei bambini”.

 - “Mario ha circa un anno, ha un ritardo psicomotorio importante dovuto ad una malattia genetica rara, ha ed avrà tanti problemi, non sa fare tante cose e non si sa se mai le farà”. Un bambino che ha tanti problemi e difficoltà, a causa della sua patologia, ma che “sorride in modo consapevole – ci raccontava Emilia - si relaziona con gli adulti e afferra gli oggetti, anche se un po' a fatica. Chi lo accoglierà, famiglia o single, dovrà essere consapevole e pronto ad amarlo incondizionatamente per sempre”. Ed era sicura, Emilia, che Mario avrebbe trovato una casa, dopo essere vissuto praticamente sempre in una casa famiglia. L'hanno cercata, con il loro consueto metodo degli “annunci”, lei e le sue amiche, colleghe e volontarie dell'associazione. E oggi ci fa sapere, emozionata, che “Mario è finalmente a casa”.

La sua nuova famiglia è “una coppia di una quarantina di anni italiana senza figli, entrambi con lunga esperienza nel sociale e parrocchiale del loro ambiente nativo – ci racconta Karin – Non sono riusciti ad avere figli, hanno scelto di 'non accanirsi' contro il destino. Facendo volontariato in una casa famiglia di donne con bambini, si sono invece avvicinati sempre più all’idea dell’adozione e dell’affido, anche temporaneo. Dopo aver frequentato il corso di formazione all’affido, sono stati chiamati subito: due fratelli di 10 e 12 anni avevano bisogni di essere seguiti il pomeriggio. E loro si sono resi disponibili”.

E così ne parlano oggi: “E’ stata una esperienza coinvolgente, piena, certo non sostitutiva di un figlio. Ci sentivamo legati a quella famiglia in tutto e per tutto, eravamo diventati un punto fermo. Lo eravamo per i bimbi come per la madre. E lo siamo anche ora che la loro situazione è migliorata e non hanno più bisogno di un sostegno”. Proprio grazie a questa esperienza, decisero di provare a dare qualcosa in più, a chi aveva un bisogno più grande: si sono così aperti all'affido e all'adozione speciali.

Negli ultimi mesi, hanno così offerto la loro disponibilità ai casi seguiti dall’associazione Dalla Parte dei Bambini onlus, chiedendo di essere contattati solo ed esclusivamente per affidi e adozioni speciali. Sono entrati nella rete dell’associazione, nei contatti, nelle attività e rubrica delle volontarie che si occupano dei bambini in attesa di famiglia: ed è così che è arrivato Mario. “Sono stati loro stessi a contattarci, dopo aver letto una segnalazione sul sito dell’associazione – ci riferisce Karin - Il piccolo soffre di una disabilità grave, ma sorride e ride: aveva 7 mesi quando lo incontratono per la prima volta, restando colpiti dal suo interminabile sorriso contagioso”.

“Mario ci è entrato nel cuore da quando abbiamo letto la sua breve descrizione sul sito – raccontano oggi i “genitori” del piccolo - Non sappiamo che futuro ci aspetta ma neanche ce lo chiediamo, perché siamo certi che, insieme, riusciremo a fare tutto ciò che sarà possibile fare e anche di più. Una diagnosi su carta non ci spaventa né ci ferma”. E tra una terapia e l’altra, una attenzione e l’altra, la coppia ha ottenuto dal Tribunale dei minori una procedura d 'urgenza per acquisire 'in corsa', cioè durante l'affidamento di Mario, l’idoneità per l’adozione speciale

Intanto sono ancora molti, circa 300, i “Mario” che, in casa famiglia, aspettano di trovare una vera casa e una vera famiglia. “Per fare un' adozione speciale non bisogna essere genitori 'speciali' – ci assicura Karin - Basta essere persone, animate da valori e soprattutto da capacità d’amore”. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Adozioni speciali

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