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Uno stadio per i ragazzi di San Luca, "battaglia di legalità contro la 'ndrangheta"

E’ finita 4-3 la "partita del cuore" che stamattina ha inaugurato lo stadio riqualificato. L'incontro si è svolto tra la Nazionale italiana cantanti che ha battuto quella dei magistrati. La partita è stata preceduta dal convegno “In campo per il futuro”. Tra i presenti Maria Elena Boschi, Il giudice Luca Palamara, il segretario della Cei Nunzio Galantino

21 aprile 2017

Alcuni rappresentanti istituzionali presenti all'inaugurazione dello stadio di San Luca
Stadio San Luca 2

SAN LUCA - E’ finita 4-3 la ‘partita del cuore’ che stamattina ha inaugurato lo stadio riqualificato di San Luca, nel cuore dell’Aspromonte. L’incontro si è svolto tra la Nazionale italiana cantanti che ha battuto quella dei magistrati. Un’iniziativa sportiva che ha avuto un chiaro risvolto sociale e culturale per la cittadina calabrese considerata da sempre la ‘culla della ‘ndrangheta’. La partita è stata preceduta dal convegno “In campo per il futuro”, promosso dal dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri, in collaborazione con la prefettura, il Consiglio superiore della magistratura e il provveditorato interregionale per le opere pubbliche Sicilia e Calabria.

Maria Elena Boschi inaugura lo stadio
Stadio San Luca 3

Il progetto, nato su iniziativa della Cgil e dell'Auser in collaborazione con l'Aic (Associazione italiana calciatori) è stato finanziato da Ebitemp, l'Ente bilaterale dei lavoratori interinali il cui statuto prevede il finanziamento di progetti che abbiano finalità di natura sociale. Il convegno e la partita rientrano nelle “Olimpiadi della legalità”, un progetto che mira all'educazione giovanile improntata a legalità, tutela della salute, educazione sportiva, etica, consumo consapevole. L'idea è nata sei mesi fa in occasione di un incontro che la Cgil nazionale e la Cgil di Reggio Calabria hanno avuto a San Luca su iniziativa del commissario del Comune che dal 2013 è sciolto per mafia. Tra gli ospiti del convegno anche il sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri Maria Elena Boschi, che ha tagliato il nastro inaugurando lo stadio ristrutturato. “Lo Stato e le istituzioni sono qui a San Luca e ovunque – ha commentato il sottosegretario - Non ci sono territori in cui lo Stato rinuncia ad essere e a combattere una battaglia di legalità contro la 'ndrangheta. Un campo di calcio, lo sport, possono essere un modo per superare pregiudizi e discriminazioni ed anche per costruire una società in cui prevalga la legalità sulla criminalità e la parità dei diritti”. Boschi si è poi rivolta ai tanti giovani presenti: “Noi ci siamo, ma che c'è bisogno di voi. Pari opportunità significa combattere le divisioni, ma anche ogni forma di violenza e illegalità. Vuol dire anche costruire un Paese in cui c'è parità di diritti, uno Stato in cui va avanti chi merita: chi mantiene la precarietà non ci rende liberi”.

Il San Luca prima e dopo la riqualificazione
Stadio San Luca 4

Il giudice Luca Palamara, componente del Consiglio superiore della magistratura nonché capitano della Nazionale magistrati, ha affermato: “Questa iniziativa dà l'opportunità ai ragazzi di San Luca di comprendere l'importanza del rispetto per le regole, dell'istruzione, della scuola e del lavoro. Questi momenti fanno capire quanto sia sbagliata la strada della criminalità. La Calabria – ha sostenuto Palamara - ha bisogno di riflettori sempre accesi. C'è bisogno di realizzare strutture e posti di lavoro e partire dalle scuole per l'insegnamento del rispetto delle regole”. Ad esprimere le loro considerazioni anche il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e Federico Cafiero de Rhao, procuratore di Reggio Calabria. I magistrati si sono trovati d’accordo nell’esortare i calabresi ed i giovani in particolare a non lasciarsi andare col vittimismo, rispondendo con energia e determinazione agli attacchi delle organizzazioni criminali che opprimono il territorio. “Lo Stato non tollera la presenza della ‘ndrangheta in questa regione – hanno sottolineato i magistrati impegnati in prima linea nella lotta al malaffare –  Con la partita diamo idealmente un calcio alla criminalità, un’azione che andrà continuata nella vita di tutti i giorni. Lo stesso slogan ‘in campo per il futuro’ è tutto un programma che deve impegnare ogni calabrese”.

Un'immagine della partita tra la nazionale dei magistrati e quella dei cantanti
Stadio San Luca 5

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che ha evidenziato: “La nostra presenza qui non è solo una testimonianza ma vuol essere da sprone per progetti concreti, per una reale e propositiva inversione di tendenza. Questa giornata mostra anche l'unità d’intenti tra istituzioni e società civile”. Raul Bova, attore di origine calabrese, ha voluto dare il proprio contributo alla manifestazione: “Questa è casa mia, qui ho trascorso la mia giovinezza  – ha asserito rivolgendosi ai tanti ragazzi convenuti a San Luca da tutta la regione ed esortandoli ad operare per la sana crescita di tutto il territorio calabrese”. Il segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino ha osservato: “Corrompe l'intelligenza chi cerca di indottrinare. Corrompe la volontà chi cerca di convincere che si possono ottenere obiettivi alti senza investire energie e tempo nelle relazioni vere, chi cerca di dare per favore ciò che spetta per diritto”. Il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva ha ribadito : “I giovani sono una risorsa per questa terra che purtroppo non riesce a dar loro risposte concrete, a dare prospettive per il futuro, costringendoli emigrare. Tutto ciò avviene perché la criminalità ostacola il sano sviluppo di questa regione”. (msc) 

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