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Disabilità, il windsurf è per tutti con lo stage “Corri sull’acqua”

Due giorni di lezioni e prove in acqua, per 12 persone con disabilità fisica, alcuni con protesi. Si è concluso a Torbole il primo stage del 2017 di “Windsurf 4 Amputees”. “Ragazzi veleggiano in autonomia, anche grazie al nuovo dispositivo Ido Innovation. Un' emozione vedere un ragazzo governare la vela con un solo braccio”

27 aprile 2017

- ROMA – E' stato un successo, ma sopratutto una grande emozione, vedere un ragazzo con un solo braccio governare autonomamente la vela del suo windsurf. E, poco distante, una ragazza a cui manca una gamba, riuscire a fare una “strambata” al primo tentativo: bilancio più che positivo, allora, per il primo stage 2017 di “Corri sull'acqua - Windsurf 4 Amputees”, l’unico progetto al mondo che avvicina anche chi ha una protesi o una disabilità fisica allo sport del windsurf, si è concluso nei giorni scorsi, a Torbole, sul lago di Garda, 12 persone hanno preso parte all'iniziativa, ideata e promossa da Francesco Favettini, che racconta: “Se il vento sabato non ci ha aiutati e il lago somigliava più ad un mare in burrasca, domenica mattina abbiamo avuto condizioni ottimali e dopo le spiegazioni a terra e i primi approcci in acqua, i ragazzi sono stati in grado di veleggiare in autonomia. Questo, anche grazie al nuovo dispositivo IDo Innovation che, impedendo alla vela di cadere in acqua, ha ridotto al minimo i problemi di baricentro, spesso decisivi per chi ha una disabilità”.

Grande soddisfazione, per chi crede fermamente nella possibilità di superare i limiti: “E’ sempre una grande emozione vedere i risultati che i ragazzi possono raggiungere – assicura Favettini - Ci fanno capire che i veri limiti siamo noi a metterli! Diciamo che, sopra a tutti, sono stati due: vedere un ragazzo a cui manca il braccio destro all’altezza della spalla prendere per la prima volta il windsurf ieri e oggi veleggiare da solo da centro lago fino a riva, e una ragazza che ha subito un’amputazione dell’intera gamba sinistra e di quasi metà bacino, anche lei alla prima esperienza con il windsurf, eseguire una strambata alla prima spiegazione, spostandosi da una parte all’altra della vela con un balzello… Balzello che ha fatto invece sobbalzare noi dal gommone, facendoci venire le lacrime agli occhi e la pelle d’oca: sensazioni che ricorderò per sempre!”. 

In questo stage tutti i partecipanti hanno potuto provare le nuove protesi della College Park Industries, appositamente studiate per l’attività sportiva e più stabili e comode rispetto alle normali e la nuova versione di Kingii Wearable, il più piccolo dispositivo di galleggiamento al mondo che in caso di difficoltà consente di azionare un cuscino autogonfiante che si dispiega in soli due secondi ed è capace di offrire 57 Newton di galleggiabilità aggiuntiva e mantenere a galla una persona di 130 Kg. 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Sport disabili, surf, Protesi, Sport per tutti, Accessibilità

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