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Asilo a oltre 710 mila rifugiati in Ue: Berlino triplica l'accoglienza

Report Eurostat sulla protezione internazionale nel 2016: raddoppia l'accoglienza nei 28 Stati dell'Unione. La Germania da sola ha accolto 445 mila richieste, triplicando i dati dell'anno precedente

27 aprile 2017

Roma - La Germania rimane il Paese Ue piu' aperto agli immigrati, altri Paesi invece, specialmente nell'est e nel nord-ovest europeo, faticano ad accogliere i profughi. Lo attestano le cifre diffuse da Eurostat sulla protezione internazionale nel 2016. Le -statistiche segnalano che i 28 Stati aderenti all'Unione lo scorso anno nel loro insieme hanno concesso lo status di protezione internazionale a 710.400 richiedenti asilo, doppiando i numeri del 2015. La Germania da sola ha accolto 445mila richieste (triplicando i dati dell'anno precedente); la Svezia ha conferito protezione a 69mila richiedenti asilo; l'Italia e' a quota 35mila, come la Francia. L'Austria, con una popolazione nettamente inferiore a Francia e Italia, ha dato protezione a 31mila persone e i Paesi Bassi a 21mila. Restano distanziati tutti gli altri Paesi.

L'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) ha affermato che dall'1 gennaio al 23 aprile di quest'anno sono giunti in Europa 43 mila migranti, oltre 36 mila dei quali in Italia. Dall'inizio dell'anno i morti in mare sarebbero gia' 1.089.

Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione, e' indirettamente intervenuto sulla polemica relativa al ruolo delle Ong al fine di salvare vite nel Mediterraneo. Frontex, l'agenzia europea, aveva sollevato il problema di una eventuale collusione tra queste e i trafficanti libici salvo poi correggere il tiro. Timmermans ha dichiarato: "Non esiste alcuna prova di Ong che lavorino con trafficanti per aiutare migranti a entrare nell'Unione europea". Per poi aggiungere che l'Ue persegue una politica di "tolleranza zero per il traffico di essere umani". Il vicepresidente della Commissione ha quindi ribadito il ruolo delle diverse Ong operanti "per salvare vite in mare". (AGESIR- DIRE)

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