:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Adozioni in calo, in Italia accolti 4.422 bambini tra 2014 e 2015

Rapporto della Commissione adozioni internazionali: 2.206 minori adottati nel 2014 e 2.216 nel 2015. Italia prima per l'accoglienza in Ue e seconda nel mondo dopo gli Stati Uniti. Dalla Federazione Russa il numero più alto di bambini, i più piccoli arrivano da Vietnam

02 maggio 2017

ROMA - Un lungo decennio di contrazione per le adozioni internazionali, a partire dal 2004. La riduzione tocca tutti i paesi di accoglienza e il calo nel mondo raggiunge il 73,5% nell’arco di dieci anni: si passa, infatti, dai 45.383 minori adottati nel 2004 ai 12.001 adottati nel 2015. Un trend negativo che coinvolge anche l’Italia, seppur in maniera inferiore (-34,9%). Va peggio negli Stati Uniti (- 75.3%, da 22.884 a 5.648 minori adottati) e in Spagna, Francia e Danimarca, dove la diminuzione raggiunge e supera l’80%. Una situazione speculare a quella dei paesi di origine dei bambini, avviati in numero minore all’adozione. Lo certifica il “Rapporto sui fascicoli dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015”, diffuso nei giorni scorsi dalla Commissione adozioni internazionali, redatto in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, che tiene conto anche dei dati elaborati dal Segretariato dell’Aja.

Adozioni 2014 torta origine


Adozioni in calo anche in Italia. Il nostro paese con 2.206 minori stranieri adottati nel 2014 e 2.216 nel 2015 si conferma primo paese di accoglienza in Europa e secondo paese di accoglienza nel mondo dopo gli Stati Uniti. Non solo. Rispetto ai primi dieci paesi di accoglienza, l’Italia nel 2015 risulta primo con il più alto tasso di adozioni sulla popolazione residente. Tuttavia il nostro paese non è stato esente da difficoltà: in dieci anni l’Italia è passata  da 3.402 ai 2.216 minori adottati, con un picco in negativo nel passaggio tra il 2011e  il 2012 (quasi -23% in un anno). Tra il 2004 (3.402 bambini adottati) e il 2010 (4.130), invece, le adozioni internazionali erano cresciute, toccando proprio nel 2010 la quota più alta di bambini accolti nei dieci anni. 

Adozioni 2015 torta origine

Lombardia accogliente, prima tra le regioni. La regione si conferma la prima per numero di minori adottati: nel biennio considerato le famiglie residenti in Lombardia hanno richiesto l’autorizzazione all'ingresso a scopo adottivo di 762 minori. Seguono quelle toscane (469 minori), laziali (397 minori), campane (393 minori), venete (378 minori). Le quattro regioni italiane che hanno fatto registrare il maggiore incremento (dati 2015 rispetto ai dati 2014) di minori autorizzati all'ingresso sono la Campania (+ 25,9%), la Sardegna (+91,4%), la Toscana (+11,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (+36,7%).

Adozioni 2014-2015

Dalla Federazione Russa il numero più alto di bambini. E’ (ormai da sei anni) il paese da cui arriva il maggior numero di minori: 1.060 quelli autorizzati all'ingresso nel biennio 2014-2015 (599 nel 2014 e 461 nel 2015) pari al 24%. Seguono Polonia, Repubblica Popolare Cinese, Colombia, Vietnam, Bulgaria, Brasile, Etiopia, India e Repubblica Democratica del Congo. Complessivamente nei due anni da questi dieci paesi è stato autorizzato all'ingresso in Italia il 75% (3.262) dei minori. Tra il 2014 e il 2015 crescono fino il 15,9% del totale (9,0% nel 2014) i minori che provengono dall’Africa, stabile il numero di quelli provenienti dall’Asia mentre diminuisce la  percentuale dei minori provenienti dall'America latina (dal 19,0% del 2014 al 18,1% del 2015) e dall’Europa (dal 52,0% del 2014 al 45,9% del 2015).

Adozioni 2014-2015

I bambini adottati. Per il 58,3% sono maschi e l’età media è di 5,9 anni. Oltre 4 bambini autorizzati all’ingresso su dieci hanno un’età compresa fra 1 e 4 anni, solo il 2,9% ha meno di un anno.  I bambini più piccoli adottati arrivano dal Vietnam (2,4 anni nel 2014 e 2,2 anni nel 2015), dall’Etiopia (3,0 anni nel 2014 e 3,1 anni nel 2015), dalla Repubblica Popolare Cinese (3,1 anni nel 2014 e 3,3 anni nel 2015) e dalla Federazione Russa (4,7 anni nel 2014 e 5,1 anni nel 2015). L’età media maggiore tra quelli provenienti dalla Bielorussia (13,6 anni per 2014 e 2015), dall’Ucraina (10,1 anni nel 2014 e 9,1 anni nel 2015 ), dal Brasile (8,2 anni nel 2014 e 8,4 anni nel 2015).

Nel 2015 è aumentata la quota di bambini autorizzati all’ingresso provenienti dai Paesi che hanno ratificato la Convenzione de L’Aja che passano dal 55,3 del 2014 al 60,1% del 2015. 

I genitori adottivi. Si stabilizza il maggior peso delle regioni meridionali sul totale delle autorizzazioni all'ingresso e si consolidano età media elevata e elevato livello di istruzione dei genitori. Sono 1.833 nel 2014 e 1.829 nel 2015  le famiglie che hanno ottenuto un provvedimento di autorizzazione all’ingresso per uno o più minori sono stati. Nel 97% dei casi il decreto di idoneità all’adozione internazionale è stato rilasciato dal Tribunale per i Minori (nel  3% l’idoneità è stata dichiarata dalla Corte di Appello a seguito di ricorso). Nel 2015 il 75,8% delle famiglie era in possesso  di un decreto di idoneità generico (che non ha limitazioni per l’adozione di minori stranieri), un dato in aumento rispetto al 68,8% del 2014. Le coppie che hanno beneficiato di un decreto mirato (che identifica i minori adottabili dalla coppia con alcune caratteristiche specifiche) diminuiscono, passando dal 26,2% del 2014 al 22,5% del 2015 e, rispetto al 2014, diminuiscono fortemente i coniugi in possesso di un decreto di idoneità nominativo (provvedimento nel quale viene fatto riferimento a uno specifico bambino): dallo 5% del 2014 all'1,7% del 2015. Si conferma, come negli anni precedenti, la Lombardia la regione con il maggior numero di coppie che hanno portato a termine l’iter adottivo (649), seguita dalla Toscana, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Campania, prima regione meridionale (277 coppie). Le coppie delle regioni settentrionali rappresentano il 49% del totale a fronte del 49,3% del 2014; quelle delle regioni del sud il 26,6% del totale a fronte del 26,4% del 2014. Stabili le percentuali delle regioni dell'Italia centrale (24,4% del totale) 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa